lunedì 3 novembre 2008

Stand and Fight!! L'ignoranza non può nulla contro un Italiano vero!!

Prefazione
E' un po' che non scrivo sul blog. Non sono mai stato un gran bloggatore. Inoltre, con i pochi e scarsamente interessati lettori che mi ritrovo, una mia latitanza passa pressoché inosservata. In più, ultimamente sono usciti un po' di videogiochi interessanti, e molti altri ne stanno uscendo. Il che mi spinge inevitabilmente a spendere il mio tempo nel videoludo anziché scrivere cose assolutamente irrilevanti in questo spazio. Avevo pensato a una recensioncina di Star Wars The Force Unleashed, ma ho finito per giocarci parecchio, e che senso aveva una recensione a un mese dall'uscita e quando ce ne sono già centinaia più interessanti? Stesso discorso con Fable 2. Questo venerdì usciranno Gears of War 2, Endwar e la demo di Left4Dead, il prossimo venerdì sarà il turno di Call of Duty World at War e Mirror's Edge, e quello dopo ancora arrivano Left4Dead e Guitar Hero World Tour. Il che sarebbe fighissimo, se almeno avessi soldi per acquistarli tutti. A tutto questo aggiungiamo un'aumentata dose di lavoro che mi trattiene in ufficio più a lungo del solito e un po' di vita sociale sparsa. In tutto ciò, il blog è l'ultimo dei miei pensieri, ma stasera m'è preso un attacco di grafomania.

Introduzione
La nuova buzzword di moda è FACEBOOK. Ormai tutti ne parlano, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, quasi tutti lo usano, tutti ne parlano bene, tutti gli altri ne parlano male puntando il dito contro l'annullamento della privacy, il regalare i propri dati personali e la mappatura delle proprie amicizie a grandi gruppi commerciali, eccetera. Tanti si sbracciano per farne parte, aziende creano la propria pagina di presenza e vanno a caccia di fan per far vedere che ce l'hanno più lungo degli altri, gli introiti pubblicitari salgono e vanno a finanziare nuovi servizi, nuovi giochi che gli utenti felicemente autorizzeranno a lasciar sbirciare nella propria vita in cambio di quella mezz'oretta di divertimento.Gente pubblica foto e dati a muzzo, senza preoccuparsi di porre un qualche limite all'accesso da parte di completi estranei. Fino a un paio di mesi fa ero fermamente contrario a iscrivermici, nonostante avessi ricevuto diverse pressioni dagli amici. A farmi capitolare fu il RRobe. Non che abbia fatto nulla per convincermi. Ha semplicemente raccontato sul suo blog e su forum di come abbia ritrovato in un batter d'occhio tanti compagni di scuola che non vedeva da anni. Ho ripensato ai miei vecchi compagni dell'ITIS: dopo il diploma ne ho rivisti pochissimi, e anche quei pochi li ho dispersi nelle pieghe del tempo. Ecco quindi lanciarmi nel tunnel di Facebook nella speranza di sapere qualcosa del loro destino. Qualcuno lo rotrovo: tra loro, uno (quello con cui più spesso studiavo e cazzeggiavo negli ultimi due anni di scuola) è finito a lavorare in Australia e due che si erano messi insieme in quarta si sono sposati (non ci avrei scommesso un centesimo, all'epoca, e invece...). Beh, Facebook è nato proprio per questo, e a quanto pare funziona davvero! A loro si aggiungono poi quei cento e passa amici che già erano iscritti, e altri che si sono iscritti dopo.

Stand and Fight!! L'ignoranza non può nulla contro un Italiano vero!!

Facebook mi ha messo prepotentemente a contatto con la scrittura gggGgGiovane, quella da SMS, figlia di una generazione troppo presa dalla velocità per pensare di usare ciò che ha imparato a scuola. Sempre che l'abbia imparato. E sempre che qualcuno gliel'abbia insegnato.
Ora, non nego di adoperare anche io qualche abbreviazione o strane storpiature quando scrivo in forma più colloquiale (chat, forum) o voglio porre enfasi su un particolare termine, ma di norma mi attengo alle forme corrette, e vedere gente che ci caga sopra come niente fosse mi fa letteralmente rabbrividire.
Non è che, prima di FB, non fossi aduso a feroci smembramenti dell'italico idioma, ma vedere che anche persone che ritenevo un po' meglio degli adolescenti rincoglioniti d'oggi si danno allo stupro della nostra bella lingua, mi ha distrutto.
L'episodio che mi ha stroncato e mi ha costretto al ricovero in reparto rianimazione è accaduto oggi: nella mia Home di FB noto che una mia amica ha scritto un messaggio in bacheca a un'altra.

dai togli la foto del cagnaccio...cmq ke fine hai fatto?? i miss u...doma m sa ke nn vengo alla qstione pia ma vado all'incontro del centro cu. te ke fai?saluts

Quando mi si sono calmati gli spasmi, le scrivo:

Gli accademici della Crusca piangono lacrime di sangue...

non ho capito cosa vuoi [io]?

Punteggiatura, dove sei?!

Avevo letto un tuo messaggio a [nome].
Ho visto un paio di dizionari trascinarsi fuori coperti di strappi e pugnalati con una raffica di K, invocando pietà.

E qui lei risponde piccatissima.

Ma se fosse solo questo, potrei ancora sopportarlo. L'ho fatto tante volte, e per ciascuna mi è saltato un battito del cuore, ma sono ancora vivo. Ad infliggermi il colpo di grazia arriva però un commento alla foto di una cantante messicana che fa parte della mia lista amici. Questo commento recita:

[nombre] , ke bella y sexy!!!

Ed eccola, la nemica NUMERO UNO della lingua, manifestarsi anche oltreoceano!

K

Tragedia! Orrore! Il morbo si diffonde! ESSA sta prendendo il sopravvento! Tutte le lingue neolatine rischiano l'estinzione!
Ecco allora spezzarsi qualcosa in me. Finalmente mi è chiaro il destino a cui sono chiamato. Come lo Zio Ben per Spiderman o i genitori per Batman, la morte della Lingua Italiana mi sprona a usare responsabilmente i miei poteri per il bene supremo, vestendo i panni di...

SUPER CRUSCA

Sì, colui che si batterà fino allo stremo delle forze per la salvezza della nostra lingua dalla distruzione perpetrata da loschi figuri quali:

- xkè kid
- nn man
- e il loro terrificante capo: KEngpin!

A tutti gli Italiani di buona volontà chiedo segnalazioni e supporto, per portare la Giustifica là dove si renderà necessario. Il potere della Penna Rossa mi accompagnerà per riportare la Pace e la Grammatica nei cuori di ciascuno! E state all'erta: il terribile SMS Tentatore è sempre in agguato!

Postfazione
Ora qualcuno potrebbe obiettare che "la lingua si evolve" e altre cose simili. Beh, la lingua in genere si evolve arricchendosi di nuovi termini, magari contaminandosi con altre lingue, e lasciando cadere quelli poco usati. Ma non sopporto che cambi per ignoranza e impoverimento.

mercoledì 15 ottobre 2008

Si chiama "volante", ma non ha le ali.

Quindi non puoi usarlo come assorbente. Non è cosa per te.


Mattino.
Esco di casa per andare a lavorare. Tra sonno e raffreddore sono abbastanza rincoglionito, cammino come uno zombi. A svegliarmi ci pensa uno sferragliare seguito da un tonfo, un centinaio di metri davanti a me, dove stanno facendo lavori sulla rete del gas.
Alzo lo sguardo. Vedo gli operai correre verso la sorgente del trambusto. Guardo.
No, dai, non ci credo.



Nel momento in cui ho visto cosa era successo, la mia insopprimibile vena misogina mi ha fatto dire "Sarà sicuramente una donna".
Ovviamente era stata una donna. Cinese.
Mentre mi gratto la testa davanti alla curiosa scena, si avvicina il signor N. Mi chiede come abbia fatto. Non ne ho idea. L'unica ipotesi plausibile è che, svoltando a destra, non abbia raddrizzato in tempo il volante. Il che è assurdo, dato che tende a raddrizzarsi da solo.
Mi sono sempre chiesto perché diano la patente alle donne, che nella maggior parte dei casi sono incapaci di gestire un'auto. Non è una considerazione maschilista: come dice l'amico Adriano, detto "Il Fas", se su 100 donne 95 sono imbecilli, non è misoginia, è statistica. 9 volte su 10 in cui vedo un'auto fare una manovra idiota e/o pericolosa, al volante c'è una donna. Una donna non è in grado di gestire adeguatamente una situazione pericolosa al volante: se, per fare un esempio, non dà una precedenza, per distrazione o per idiozia, spesso per lo spavento nel vedere un'auto in arrivo si bloccherà all'improvviso ostacolandola e facendola sbandare nel tentativo di essere evitata, mentre un uomo porterebbe a compimento la sua cazzata filando via e lasciando come unica conseguenza gli insulti che gli vengono giustamente rivolti dal poveraccio che ha messo a rischio. Lo diceva spesso la mia istruttrice di scuola guida (donna! Una delle poche donne abili alla guida che abbia conosciuto): gli uomini fanno più incidenti delle donne, e quindi gli tocca pagare un premio assicurativo più alto, perché le donne fanno le cazzate e gli uomini si schiantano per evitarle.
Le donne sono più brave degli uomini in molte cose, ma la guida non è proprio cosa adatta a loro. Sono geneticamente inadatte. Dare un'auto in mano a una donna significa armarla e mandarla in mezzo alla gente in attesa che mieta le sue vittime. Le motorizzazioni civili dovrebbero avere un concorso in colpa per averle autorizzate a qualcosa cui sono inadeguate. Come se io, che non so distinguere una vena da un'arteria, ricevessi l'abilitazione professionale come medico chirurgo.
Bisogna fermare questa pericolosa usanza, nata a causa dell'orrore del femminismo e del politically correct! Dite NO alle patenti alle donne! Dite SI' a strade più sicure! Dite SI' alla VITA!


Ringrazio Ka300m per essersi prestato a ricevere via bluetooth la foto fatta col mio cellulare sul suo telefonino, per poi scaricarla sul suo computer e inviarmela. Si fotta la Nokia e i prezzi assurdi dei suoi cavetti per connettere il telefono al pc.

lunedì 13 ottobre 2008

L'amore al tempo dei videogiochi

Internet cambia i rapporti, ormai si sa. In meno di dieci anni di grande diffusione ha rivoltato il mondo come un calzino e ha riplasmato la società cosiddetta civile a sua immagine.
Capita quindi di trovare il miglior amico della vita in una community di appassionati di Star Wars, di innamorarsi su un forum di videogiochi, di trovar moglie sui siti di incontri o di scoparsi la vecchia compagna di classe che alle superiori non ti cagava di striscio dopo averla ritrovata su Facebook. O anche di farsi cazziare pubblicamente dalla propria mamma.

Poi un giorno qualcuno ha l'Idea: facciamo un gioco fortemente incentrato sulla fisica reale in cui sono gli utenti a creare i livelli e a condividerli tra loro attraverso una piattaforma dedicata, usando un editor potentissimo integrato nel gioco stesso. La Sony dà l'OK e nascono Media Molecule e il suo Little Big Planet per Playstation 3.



Con questo editor si possono creare livelli fortemente interattivi e per ogni gusto. Perché non usarlo, per esempio, per presentare in maniera simpatica i dati finanziari di Sony Computer Entertainment all'E3?



Il gioco esce il 22 ottobre, ma la beta semipubblica (nel senso che occorre rimediare una chiave d'accesso da qualche sito che ne mette a disposizione) sta già spopolando. I livelli creati dai giocatori fioriscono felici. C'è chi ha ricostruito una antica calcolatrice meccanica perfettamente funzionante, o che fa suonare canzoni dei Deep Purple attivando gli switch inseriti nel livello.
Ma c'è qualcuno che va oltre e chiede alla propria ragazza di scaricare questo livello:



Delizioso.

giovedì 2 ottobre 2008

Hundred percent guy.



Signori, restate anche voi senza parole nell'osservare il ventiquattrenne Derrick Barry, un ragazzO che è il miglior "impersonatore" (che è ben diverso dal semplice sosia) di... Britney Spears.

Questo di seguito vale anche per l'augusta presenza di David Hasselhoff.




In quest'altro vediamo anche l'impersonatore di Tina Turner.



Con una ricerca su Youtube se ne trovano molti altri, anche live in locali.

Sono basito.

lunedì 29 settembre 2008

mercoledì 24 settembre 2008

Naab

Dopo 16 anni da quando sono stato costretto a ricorrere all'utilizzo di ausilii visivi, finalmente mi decido a comprare le lenti a contatto. L'occasione è data dal dover rifare gli occhiali, visto che i miei sono rotti e mi sono ridotto a utilizzarne un paio vecchio di otto anni o più, fortunatamente ancora in condizioni decenti.
Subito scopro che posso utilizzarne solo di fatte su misura, perché i miei occhi hanno una curvatura che eccede gli standard. Vabè.
L'impatto iniziale è positivo: finalmente posso vedere con i miei occhi!


Ehm.
Dicevo, impatto positivo. Fanculo quei cosi sul naso!

Saltiamo a stamattina.

Finalmente ho imparato a indossarle rapidamente. Occhio destro, check. Occhio sinistro, check. Finisco di vestirmi.
Ehi, com'è che ci vedo così male?
Mi guardo allo specchio. La lente sinistra è scomparsa. :|

[Segue serie di improperi irripetibili.]

Passo oltre mezz'ora a battere tutti i luoghi in cui sono passato, cassetti che ho aperto, striscio per terra come un serpente per cercare di cogliere un riflesso rivelatore.
Niente.
Sono incazzato e depresso.
Sono davanti a due scelte:
  1. Pregare tutti i santi del Paradiso, confidando nel loro aiuto.
  2. Bestemmiare tutti i santi del Paradiso, finché non li vedo cadere a terra.
Opto per la 1, ma non sembra funzionare.
E intanto, sono in ritardissimo per il lavoro.
Disperato, vengo colto da un sospetto.
Mi riguardo l'occhio. Niente.
Cerco ancora.
Mmh.
Riguardo nell'occhio. Macché.
Tiro manate per terra nella speranza che la lente, ovunque sia, si attacchi ai palmi.
Riguardo ancora nell'occhio.

...

Ehi, c'è qualcosa che sembra sporgere da sotto la palpebra superiore.

...

E' la lente. :|
Si era incastrata lì sotto.

Sospiro di sollievo e ringrazio il cielo.

Ora la devo rimettere. Vai vai, ormai sono pratico.

...

Cazzo, si attacca sempre sotto la palpebra. La sposto. Ritorna su. Metto collirio. Niente, si attacca.

Per oggi le lenti a contatto "non sono cosa".

Via di casa con i vecchi (nuovi) e affidabili occhiali, ché sono già in ritardo di... EEK! UN'ORA!

E, nella fretta, non mi sono nemmeno messo un po' di pomata sul collo che mi fa male. Yay.


Se il buongiorno si vede dal mattino... che giornata di merda!

giovedì 18 settembre 2008

"Mente Bella" un cazzo!

Al piano dell'edificio in cui lavoro c'è anche il Dipartimento di Matematica.
Il problema con i matematici è che la scienza che studiano, essendo grandissima, occupa interamente il loro cervello, senza lasciar spazio a elementi basilari di vita sociale.
L'altro problema è che molti di loro usano i nostri stessi bagni.
Già in passato palesammo il nostro malcontento attraverso un piccolo manifesto appeso all'ingresso dei servizi. Perché molti di loro non realizzano che, se la tavoletta è abbassata, va alzata prima di pisciare, e non completamente innaffiata dalla loro pioggia dorata. Non realizzano che fumare mentre cacano e lasciare tutta la cenere a terra, oltre alla puzza di fumo, fa schifo. E, mettiamoci dentro anche questo, non concepiscono che sia bene, non dico lavarsi, ma almeno sciacquarsi le mani dopo aver fatto i propri bisogni.
La goccia che ha fatto traboccare il vas(in)o è stata la mega cacata che ho trovato ieri in una delle tazze. Dopo essersi svuotato le interiora, il tizio che l'ha prodotta non ha pensato che fosse necessario anche tirare l'acqua.
Un giorno mi gireranno le palle e ne colpirò uno per educarne cento.
Con una vasca dello sciacquone.

mercoledì 10 settembre 2008

Still Alive


This was a triumph.
I'm making a note here: HUGE SUCCESS.
It's hard to overstate my satisfaction.


Niente buchi neri, niente fine del mondo, siamo ancora qui.

Tanto lo sappiamo tutti che la fine del mondo sarà sabato, il 13 settembre... IL SECOND IMPACT!
Eh? Come? Doveva avvenire nel 2001?
Azz...

Look at me still talking
when there's Science to do.
When I look out there, it makes me GLaD I'm not you.
I've experiments to run.
There is research to be done.

martedì 9 settembre 2008

Ritorno in grande stile!


Il buon Joe Dever, per la mia personalissima gioia, dopo 22 anni dalla prima uscita decide di riprendere in mano i librogame di Lupo Solitario e riscriverli! La trama è sempre la stessa, ma lo svolgimento è diverso. Basti pensare che il primo libro inizia prima dell'invasione dell'esercito di Zagarna, e non dopo che il massacro dei Ramas è già compiuto. Quindi l'avventura è molto più lunga di quella originale, come testimoniano anche i 200 paragrafi in più. E pian piano dovrebbero uscire nuove versioni di tutti gli episodi (il secondo è già disponibile). Sempre aspettando il videogioco ufficiale di Lupo Solitario, creato dallo stesso Dever (che da vari anni si dedica al game design).

Ora scappo che devo leggerlo. Cioè, giocarlo. Vabbè, è lo stesso.

Update: non l'ho ancora finito, ma le differenze sono evidenti. Alcune parti sono riprese a mo' di copia/incolla dall'originale, ma molte cose sono aggiunte o riscritte meglio. Per esempio, nella prima versione, l'incontro con Banedon non era certo e avveniva vicino al monastero distrutto. Ora, da quel che ho capito, l'incontro è un passaggio obbligato ed è più spettacolare, ma non mi convince il fatto che lo si incontri molto a sud del monastero, dato che arrivava da nord...

lunedì 8 settembre 2008

It is my Duty

Il gioco "action" in terza persona di Warhammer 40000.



Non mi convince per nulla. Bella grafica, ma l'azione non sembra affatto divertente. Ma soprattutto, Warhammer è un gioco di strategia basato sulle battaglie tra eserciti. Un gioco come Dawn of War ne cambia le dinamiche ma ne mantiene lo spirito. Warhammer Squad Command ne riprende anche la dinamica di gioco. Persino la vecchia versione da tavolo, StarQuest, metteva nelle mani dei giocatori marine non un singolo uomo, ma una squadra. Invece qui c'è un tizio che va in giro da solo. Potevano almeno mettere in scena delle battaglie alla Call of Duty, invece è un comune action "spara e picchia".
Mah.

mercoledì 3 settembre 2008

Medici alle prime penne.


La S.V. è convocata in data Mercoledì 3/9/2008 per il servizio di vigilanza
alla prova di ammissione ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia.

Mi tocca, come si fa a dire di no quando ti chiamano S.V.? Esercita un fascino sull'ego tale da farti dimenticare l'immensa rottura di palle cui vai incontro.

(D'altra parte, devo farlo o all'ufficio personale avranno un contratto di lavoro in più nel tritadocumenti.)

Due anni fa ero curiosissimo di fare il servizio di sorveglianza al test di ammissione. Il fatto che si sarebbe trattato del test di Psicologia ( = topa come se piovesse... Nebo, non odiarmi) era un ulteriore sprone, ma la scansai perché, benché fossi arrivato da solo due mesi, ero l'unico in grado di capire e porre rimedio alle bizze di un portale d'ateneo che, con il traffico del periodo di immatricolazione, collassava ogni 30 minuti. Se andava bene. Così mi limitai a raccogliere i racconti dei miei colleghi, i quali mi invidiavano il fatto di non dover essere coscritto. Io, inizialmente, non capivo come potesse essere una palla questo lavoro: incontrare un sacco di tope gente al banco di registrazione, controllare che non barassero durante il test e andarsene a metà giornata lavorativa. Ma tanto dissero e tanto fecero che alla fine mi convinsero della noiosità della questione.
L'anno scorso, niente. Quest'anno arriva la chiamata, e dato che da qualche tempo il portale è stato ampiamente ristrutturato e ha smesso di collassare anche quando è sotto stress, non ho scusanti per sfuggire al lungo braccio dell'amministrazione.
Vabè, andiamo. L'appuntamento è alle 8 per la riunione preliminare. Si raccomanda la massima puntualità. Comincio bene: mi sveglio alle 7 anziché alle 6.40, mi lancio sotto la doccia, esco, asciuga asciuga, mannaggia a quando ho deciso di farmi crescere i capelli, guardo l'orologio: sono già le 7.30 passate. Accarezzo l'idea di fare una colazione decente, ma il mio neurone del realismo si sveglia e inizia a sbraitare NON C'E' TEMPO! e litiga col neurone dello scazzo per un po'. Alla fine il primo prevale e mi accontento di ingollare un caffè e una brioscina. In piedi. Per me, fare colazione in piedi senza essere al bancone di un bar è una bestemmia. Quando esco in macchina, sono già le 7.45. Merda. Grazie al cielo a quest'ora c'è poco traffico e alle 8 sono nell'aula concordata.
Seguono spiegoni e menate varie su tutto ciò cui dobbiamo stare attenti: dopo lo smacco del test dello scorso anno, annullato per forti irregolarità, stavolta si adotta il criterio che ogni studente è un infingardo il cui scopo non è tanto passare il test, quanto fregare noi della commissione. Sorbirsi questo non sarebbe male, se ci spiegassero effettivamente tutto quello che dobbiamo fare all'atto dell'identificazione dei candidati.
Ci avvisano che in una delle aule ci sarà una studentessa portatrice di handicap disabile diversamente abile, la quale, per legge ha diritto al 30% di tempo extra, cioè 36 minuti. Quando chiamano i nomi di chi si occuperà di quell'aula, prego di non finirci io. Ovviamente Murphy mi osserva sempre con affetto, e quando credo di averla scampata, il mio nome viene chiamato, proprio per ultimo. In realtà, come scoprirò più tardi, non sarebbe cambiato nulla, dato che la procedura di ritiro degli elaborati si è protratta ben oltre il tempo extra concesso.
La procedura di identificazione va abbastanza bene, anzi, è quasi divertente. Beppe, distrutto da una notte insonne, trascrive i dati dei documenti e raccoglie le firme, mentre io verifico la validità del pagamento della quota di iscrizione e consegno i codici a barre da apporre in seguito sulla scheda anagrafica. Ovviamente ci sono numerosi casi di gente che sbaglia fila (perdonabile, i cartelli che indicavano l'intervallo dei nomi erano poco visibili) o aula (degli imbecilli, potevano controllarlo con chiarezza sia sul sito web che all'ingresso dell'edificio - annotarsi i loro nomi e rifiutarsi di farsi curare da loro se dovessero passare il test e arrivare alla laurea).
Quando terminiamo, la sciagura si abbatte sulle nostre teste: dovevamo ritirare anche le ricevute di iscrizione del SIFA, sì, proprio quelle che a ciascuno abbiamo restituito con un sorriso dicendo "No, grazie, non serve!"

Due mezzi cervelli non fanno un cervello intero, ma un completo idiota.

D'altronde, siamo entrambi certi che non fosse stato specificato alla riunione, nella quale si è invece insistito su cosa controllare nel bollettino di pagamento e su come eseguire una perfetta rettoscopia (vedi mai che nascondono qualcosa là dentro...).
In seguito, abbiamo risolto ritirandole all'uscita, ma ci siamo accorti che ne mancavano tre. Big deal. La cazzata da nabbi siamo riusciti a farla. Grazie, Murphy.
Le due ore della prova scorrono noiosamente. Per ingannare il tempo, passeggio tra i banchi puntando le ragazze più avvenenti controllando che tutto si svolga regolarmente, mentre Beppe gira con il portatile in mano ricercando eventuali dispositivi Bluetooth attivi, che fa molto film di spionaggio. L'unico fatto degno di nota è aver salutato un'amica che passava fuori dall'aula.
Al momento della consegna, tutti si mettono a parlare ad alta voce e scoppia un gran casino, col risultato che gli aspiranti medici si beccano un cazziatone dalla presidentessa della commissione e dalla presidentessa del corso di laurea su come dovrebbero manifestare maggiore maturità stando buoni fino al termine delle operazioni e blablabla. Come da copione, tornano all'ordine per dieci secondi, poi riprendono a far casino.
Son ragazzi.

Al termine di tutto questo sproloquio, mi sorge una grande domanda. Che cazzo gliene frega a dei futuri medici di sapere chi ha scritto Va' dove ti porta il cuore, o di sapere in che regione è il lago Trasimeno, o da quale Concilio Vaticano è uscito un certo testo? E queste sono solo le domande che mi è capitato di sbirciare, ma di inutili ce n'erano parecchie altre, da quanto mi hanno detto.
Chi compila questi test SA chi dovrà poi sostenerli o butta giù le domande che gli suggeriscono le farfalle che ha nel cervello?

venerdì 22 agosto 2008

Road Rage



Gli individui più odiosi che capita di incontrare mentre si viaggia in autostrada, ordinati da "Per stavolta ti lascio vivere" a "Scusa se ho falcidiato la tua famiglia, ma volevo essere certo che i tuoi geni non si diffondessero".
  1. A 130 Km/h con il finestrino tutto abbassato e il braccio fuori? Secondo me è finto... No, è solo un inguaribile caso di truzzaggine.
  2. Bastardo, hai la Ferrari.
  3. Capisco che tu voglia far vedere che hai il SUV, comprato per ovviare a problemi psicologici derivanti da deludente dimensione virile, ma puoi evitare di superarmi solo per piazzarti davanti a me e oscurarmi completamente la visuale?
  4. Perché mi superi a 150 all'ora solo per poi rallentare ed evitare di incappare nel Tutor, così che io, con i miei 130 fissi, mi trovo a risorpassarti dopo nemmeno un minuto? Parente del tizio col SUV?
  5. Piazzare i piedi sul cruscotto o, peggio, fuori del finestrino, non ti farà stare più comodo, ma di sicuro sarai più buzzurro. Abitudine molto cara ai passeggeri di sesso femminile (chiamarle "donne" mi sembrerebbe un'offesa a queste ultime).
  6. Fare zig zag a 150 all'ora superandomi a destra e reinfilandoti davanti a me prima di entrare nel culo di quello che stavo per superare non ti rende figo, a meno che tu non abbia i soldi per costruirti un bel mausoleo.
  7. No, imbecille alla guida di un mezzo pesante, NON è una buona idea superare un tuo collega leggermente più lento quando ci sono solo due corsie e sei in salita. Non ti lamentare se la colonna di auto inchiodata dietro di te ti trasforma nel bersaglio delle più fantasiose imprecazioni e maledizioni. La bambolina voodoo con lo spillone nella gamba destra è mia, sì.
  8. Me ne sbatto le palle se hai la macchina superpotente brum! brum!, io sono già al limite di velocità e sto sorpassando. Non posso rientrare a destra per farti passare anche se ti incolli a 10 cm da me. Tieni la distanza di sicurezza, coglione! Quante, quante volte ho desiderato dare un colpo di freni per farti cagare addosso, inchiodare, sbandare e schiantarti, lurido bastardo. Ringrazia la mia coscienza.
  9. Caro amico, hai la corsia a destra completamente libera per centinaia e centinaia di metri, e stai andando a 100 all'ora. Io sono dietro di te, vedi? Lampeggio, ti sto chiedendo cortesemente di scansarti, come avresti dovuto fare molto prima che ti arrivassi alle spalle, così come chiede il codice della strada. Dai, spostati, che nella terza corsia c'è una colonna di auto in arrivo e non posso infilarmici. Stare nella corsia centrale non ti rende il fichissimo padrone della strada, sai? Sei solo un dito nel mio culo, e questo mi sta irritando. Parecchio. Blink! Blink! Ti sono dietro da due chilometri, ti sposti? Oh, vaffanculo, mi ci metto io nella corsia libera a destra e ti sorpasso mostrando il dito medio. Crepa.
  10. Il fatto che tu sia donna non è una attenuante a una delle cose suddette che hai fatto. Tutto il contrario. Rimpiangerai il giorno in cui hai pensato di prendere la patente, e lo rimpiangerà anche chi te l'ha concessa.

domenica 27 luglio 2008

Il male

La capacità di fare il male è connaturata all'uomo, così come il suo desiderio di bene. Ma il male stesso è condizione della vita dell'uomo, che egli è chiamato a vivere così come è.
Non si può eliminare il male se non eliminando l'uomo. Ed è esattamente quello che hanno fatto tutte le ideologie passate e presenti: se qualcuno commette il male (secondo la definizione vigente di male) va estromesso dalla società, incarcerato, ucciso.
Se una persona è malata, vive una condizione di male, e la fa vivere anche a chi gli è vicino. Allora qual è la soluzione proposta dalla società "moderna"? Eliminare fisicamente il malato. Rifiutare la vita perché se ne rifiuta la condizione, amputare l'esistenza perché se ne vogliono tenere solo gli aspetti buoni, amputandone così anche il suo significato.
In una società che vive a pezzi e cade a pezzi, solo la Chiesa continua a percepire il reale valore e significato della vita, e unica accetta il male che è dell'uomo e nell'uomo, così come fece Gesù per primo. Non si aiuta una persona togliendo un pezzo alla sua vita, ma facendogliela vivere a fondo, in qualunque condizione.

Buone vacanze.

martedì 15 luglio 2008

Preparatevi al futuro!

OK, non so se giocherò a Fallout 3. I giochi in free roaming mi disorientano. Ma questo un po' mi attira. E il trailer presentato all'E3 è meraviglioso.


domenica 13 luglio 2008

Quando i Neri per Caso incontrano il metal teutonico...

...nascono i Van Canto.


Più che le parole, anche perché non ne ho, possono parlare i video come questo, o come questa cover di Battery.
Epici. Soprattutto nell'impegno.

giovedì 10 luglio 2008

Quando i tuoi genitori vogliono comunicarti in maniera delicata che non eri il benvenuto.

Persone con nomi particolari ne esistono molte. Il primo e più lampante che mi viene in mente è il buon Nebo, la cui "colpa" è di avere il padre africano. Non ho mai avuto il coraggio di chiedergli il cognome. C'è Leonora, la sua nuova e accesissima fiamma, vittima di un errore di trascrizione all'anagrafe, così come Sarha, una ragazzina che conobbi parecchi anni fa e che si sarebbe dovuta chiamare Sarah. Qui si potrebbe già questionare sul perché i suoi genitori abbiano voluto appendere quell'inutile 'h' in fondo al nome, che anche se fosse stata scritta al posto giusto sarebbe stata comunque una maledizione a vita: non "Mi chiamo Sara", ma "Mi chiamo Sarahconlaccainfondo". Per lei è peggio: "Mi chiamo Sarhaconlaccatralaerreelasecondaa". Un peso che io non potrei sostenere, davvero. Correrei all'anagrafe appena compiuti i 18 anni a chiedere di cambiare nome. Ci fu quel ragazzo di nome Davide Emanuele Giovanni Paolo, una piaga per la foresta amazzonica nel momento in cui gli si chiedesse di scrivere il suo nome per intero. Solo per averlo scritto qui, in formato digitale, tre alberi di Manaus sono collassati per il terrore. E potrei continuare a lungo.
E poi c'è Sharon.
Il giorno in cui la conobbi e mi disse il suo nome, il collegamento con la storica Sharon de "I Ragazzi della Terza C", la cui interprete, peraltro, si chiama Sharon anche nella realtà, fu immediato.


Trattenni a stento una risata. Non tanto per non risultare indelicato, ma per non strozzarmi, dato che stavamo mangiando.
C'è da dire che in qualche modo il nome le calza a pennello: carina, intelligente, con un quid, una naturale eleganza che la fa sembrare vestita con un abito di Valentino anche quando indossa una normalissima tuta.
Saltiamo a oggi. Ora di pranzo. Stiamo mangiando insieme e per scherzo sollevo la questione.
"Tu sei un falso. L'unica e vera Sharon è Sharon Zampetti!"
"Chi?"
"Ma sì, dai, quella dei Ragazzi della Terza C! Hai presente?"
"Aah, sì! Pensa che i miei genitori mi hanno chiamata così proprio a causa sua!"
Tuc! Mi è cascato a terra un testicolo e io, impietrito dalla rivelazione, lo osservo sconsolato rotolare via senza poter tentare di recuperarlo.
"Stai scherzando, vero?" chiedo speranzoso.
"No, è vero!" replica seria.
Tac! L'altro testicolo subisce lo stesso destino del suo compagno.

"I tuoi genitori devono volerti molto male, vero?" concludo tristemente.
Perché non credo ci sia altra spiegazione.

mercoledì 9 luglio 2008

Battlefield: Bad Error

Nella recensione che ho scritto nel post precedente mi sono incredibilmente dimenticato, per la fretta di metterla giù, della possibilità, nel gioco, di fare TUTTO A PEZZI. Gli edifici cominciano la battaglia belli integri e possono essere ridotti pian piano a scheletri in fiamme a colpi di artiglieria, mortaio, cannone, granate, eccetera, mentre enormi buche si aprono nel terreno dove cadono i colpi e gli alberi vengono travolti dai cingoli dei corazzati. Finalmente! Ora i cecchini e gli anticarro non potranno più nascondersi codardamente dietro una semplice parete di lamiera stranamente a prova di tutto, mentre gli assaltatori potranno aprirsi nuove porte a colpi di granate!

lunedì 7 luglio 2008

La mamma mi ha sempre detto di non frequentare cattive compagnie...

...stavolta le ho disobbedito, e sono contento di averlo fatto.


Battlefield: Bad Company si incarica di raccogliere l'eredità della serie Battlefield. Lo fa inserendo per la prima volta una campagna single player e con un multiplayer forse non all'altezza dei precedenti capitoli, ma dannatamente divertente.
La campagna single player racconta le avventure della squadra B-1C, facente parte della Compagnia B, ovvero la Bad Company, la compagnia in cui vengono mandati tutti i cattivi soggetti dell'esercito, usata per le missioni più pericolose. I personaggi sono fortemente caratterizzati: abbiamo il Sergente Redford, il tipico ufficiale tutto d'un pezzo che però non t'aspetteresti di trovare nella Bad Company - come sia finito qui verrà spiegato nel corso del gioco; Sweetwater, un tipo dalla lingua affilata ma sempre pronto a lamentarsi di tutto e anche un po' codardo; Haggard, l'esperto di esplosivi e maniaco degli stessi, molto impulsivo; infine, Preston Marlowe, un tipo apparentemente remissivo, che sarà impersonato dal giocatore. Questo gruppetto di carne da cannone scoprirà, all'inizio della storia, che l'esercito americano in guerra con la Russia non si trova contro solo i soldati di questa nazione, ma anche esperti mercenari assoldati da un tale detto "Il Legionario", che paga i suoi sottoposti in sonanti lingotti d'oro! Quale occasione migliore di procurarsi un cospicuo fondo pensione se non razziare questi lingotti?
La storia si dipana attraverso lunghe missioni su vastissime mappe, che se esplorate con cura prenderanno oltre un'ora di gioco. L'utilità di esplorare le mappe viene dalla possibilità di ritrovare oro, armi e accessori di vario tipo. Gli obiettivi vengono chiaramente indicati sulla mappa, ma il come raggiungerli e attaccarli viene quasi sempre lasciato all'iniziativa del giocatore. Vuoi tentare un'infiltrazione e colpire di sorpresa o preferisci irrompere con un mezzo corazzato seminando devastazione ovunque? La scelta è solo tua. In caso di prematura scomparsa, Marlowe ricomparirà all'ultimo checkpoint raggiunto, ma senza dover ripetere quanto già fatto prima di essere abbattuto.
Ora, trovandosi in una squadra ci si aspetterebbe di poterla sfruttare. Magari! La grande magagna di questo gioco è che la propria squadra non fa nulla, a parte segnalare sulla mappa la posizione dei nemici. Non la si può indirizzare in alcun modo, si limita a seguire il giocatore. Qualche volta risponde al fuoco e ancor più raramente abbatte qualche avversario. Deludente. Discorso diverso quando si è a bordo di un mezzo: in tal caso, l'addetto alla postazione di fuoco secondaria sarà preciso e letale, dimostrandosi finalmente utile. Nonostante questo grosso neo, la campagna single player resta interessante e godibile.
Ma è nel multiplayer che si dimostra la forza di questo titolo. Come da tradizione, le mappe sono gigantesche, anche se solo otto (molto probabilmente ne saranno rilasciate altre in futuro, ma dubito saranno gratuite...), ma non ci sono più punti di controllo da contendersi. A turno le due squadre saranno in attacco o in difesa: la prima dovrà raggiungere le casse d'oro disposte nella mappa e distruggerle, con le proprie armi (metodo lungo) o piazzando una carica esplosiva (metodo rapido, ma può essere disinnescata dai difensori). Il compito dei difensori sarà sterminare gli attaccanti ed esaurirne i rinforzi prima che distruggano le due casse d'oro. Se dovessero riuscirci, si aprirà una nuova sezione della mappa, prima off-limits, e saranno aggiunte due nuove casse d'oro, il tutto finché non saranno prese tutte le casse presenti nella mappa o esauriti i rinforzi degli attaccanti. Si trovano mappe ampie e aperte come Oasis o Harvest Day, in cui è presente un'ampia scelta di mezzi, o più piccole e anguste come Ascension, in cui compare la sola fanteria. I veicoli a disposizione spaziano da veloci buggy armate leggermente a pesanti carri armati, passando per auto blindate e tank leggeri adatti sia come mezzo d'attacco terrestre che come contraerea. In alcune mappe saranno disponibili anche elicotteri, ma a questo giro nessun aereo! Gli attaccanti avranno spesso, nella propria base, un cannone di artiglieria che deve essere adoperato da un giocatore e la cui portata difficilmente supera la seconda base avversaria.
Il gioco prevede un sistema di avanzamento di grado basato sul punteggio ottenuto durante le partite classificate online, attraverso il quale si otterranno punti per sbloccare nuove armi ed equipaggiamenti per le cinque classi presenti: Assalto (armata di precisi fucili d'assalto, la punta di diamante dell'attacco, con la possibilità di sbloccare una siringa per curarsi come quella del single player), Demolizione (il cui principale scopo è neutralizzare i mezzi avversari a colpi di RPG, può sbloccare le mine), Ricognizione (il cecchino, può sbloccare un binocolo per designare un veicolo come bersaglio di un missile teleguidato), Specialista (armato di fucili silenziati e un comodo tracciatore per i nemici, può sbloccare il C4, utile come trappola per la fanteria, per far saltare i tank o far crollare i ponti per ostacolare il nemico) e Supporto (addetto principalmente alla cura dei compagni e alla riparazione dei veicoli, può sbloccare un designatore di bersaglio per l'artiglieria). Sul sito di Battlefield è anche presente una completa analisi delle proprie statistiche di gioco. Completa il tutto la possibilità di catturare screenshot e caricarli automaticamente sul sito, scegliendo in seguito quali pubblicare.
La grafica è molto bella: il nuovo motore Frostbite prodotto da DICE getsisce benissimo i grandi spazi aperti con un buon livello di dettaglio. Peccato solo per gli interni degli edifici, spesso molto spogli, ma credo sia l'unica critica che si possa muovere a un gioco che sotto il punto di vista tecnico è estremamente curato.
Anche il sistema di controllo è adeguato, benché, da vecchio giocatore di FPS su PC, io trovi molto scomodo scorrere le diverse armi e oggetti con i tasti anziché poterle selezionare direttamente o scorrerle con la rotella del mouse, e spesso mi incasini e continui a scambiarle mentre un avversario mi fredda allegramente.
Assolutamente un gioco consigliato: ben confezionato, divertente, appassionante. Voto: 8,5/10.

L'ho sempre pensato, sotto sotto.

-Dalla Parte di Asso Merrill-: Sushi di Flipper

lunedì 30 giugno 2008

Dio creò il Metal, e vide che era cosa buona.



Fratello Metallo, al secolo Cesare Bonizzi, frate francescano, ha aperto il Gods of Metal del 28 giugno. Ha presentato il suo prossimo album, intitolato "Misteri", che uscirà il prossimo mese.
Voglio quell'album!

Update

domenica 29 giugno 2008

[updated] Le uova orientali

Un ennesimo esempio di pseudogiornalismo, di persone che parlano di cose che non conoscono limitandosi a copiare (male) qualcosa rimediato in rete.


"Eastern eggs" :-|
Sono EASTER EGGS, uova di Pasqua, cioè sorprese nascoste. E' una cosa che ogni persona con un minimo di cultura informatica conosce.

Update: hanno corretto "viluppatore" nell'occhiello con "sviluppatore", ma le uova sono sempre orientali. Sigh.

giovedì 26 giugno 2008

Central Park è un posto di merda

Di sicuro Edward Carnby lo penserà dopo l'avventura narrata in questo gioco.
Lo dico subito: è un'occasione sprecata.
Schematizzo.

PRO
  1. Il sistema fisico, in particolare il modo in cui gli oggetti si rompono, la propagazione progressiva del fuoco, il modo in cui consuma il legno, sono fenomenali.
  2. In virtù di questo, capita che molti enigmi siano risolvibili in modi del tutto diversi.
  3. Ci sono alcuni momenti di gioco davvero esaltanti, soprattutto la fuga in auto al termine del secondo episodio.
  4. La trama, strutturata a episodi come un telefilm, è raccontata bene, con i classici colpi di scena al termine di ciascuna puntata e dei fantastici riassunti delle puntate precedenti all'inizio di ogni episodio.
  5. La regia delle cutscene è ottima.
  6. Carino il menù DVD che permette di spostarsi tra scene ed episodi.
  7. La colonna sonora è eccezionale.
  8. Central Park è ricostruito esattamente come è nella realtà. Se fossi un newyorkese, questo mi esalterebbe parecchio (per me è come se ambientassero un videogioco al Parco di Monza).
CONTRO
  1. Il gameplay è spesso noioso e/o frustrante, capita di dover ripetere N volte la stessa scena per errori minimali, spesso indotti dallo stesso sistema di controllo.
  2. In svariati casi ci si ritrova bloccati, non tanto perché non si capisce cosa si debba fare per proseguire, ma perché sembra si debba fare un qualcosa e si perde tantissimo tempo e sanità mentale a provarci, salvo poi accorgersi, per caso o esplorando per l'ennesima volta la zona, che si doveva fare tutt'altro.
  3. La visuale in terza persona fa un po' schifo. E quando c'è la telecamera fissa o si impugna un oggetto contundente, la situazione è ancora peggiore: si capisce poco dell'ambiente circostante.
  4. L'interazione con l'ambiente non è sempre il massimo: spesso non si riesce a raccogliere un oggetto a terra perché sembra di esserci sopra ma secondo il gioco non è così. Da sclero se si è circondati dai nemici.
  5. Il sistema di inventario in cui ci si guarda il contenuto della giacca sembra inizialmente fighissimo, ma dopo poco mostra i suoi limiti: si fa un po' fatica a selezionare l'oggetto voluto, e questo è un serio problema quando si è sotto attacco e si deve impugnare alla svelta qualcosa. Per ovviare parzialmente al problema si possono creare fino a quattro combinazioni di oggetti da richiamare velocemente, ma anche questo sistema ha un grosso difetto: se setto uno slot con la sola pistola e uno con pistola e torcia, dopo aver impugnato questi ultimi insieme non è possibile riporre la torcia solo selezionando lo slot con la sola pistola, si deve aprire l'inventario.
  6. Il sistema di guida delle auto è assolutamente irrealistico, tanto che ho dovuto ripetere la fighissima fuga al termine del secondo episodio molte volte proprio perché mi aspettavo un comportamento più realistico e sbagliavo a fare le curve!
  7. La grafica è molto buona, ma i modelli non sembrano molto ricchi di poligoni e molte animazioni sono legnose.
  8. La storia non è per nulla originale e invoglia poco a proseguire.
  9. Central Park è ricostruito esattamente come è nella realtà. Girarlo tutto all'inizio dell'ultimo episodio per distruggere le radici del male è una palla enorme.
  10. Al termine del settimo episodio ero rimasto ferito e necessitavo di bende, e non ce n'erano in giro. Il problema non è questo, ma il fatto che ciò impediva l'attivazione di un successivo evento, finendo così con il far attendere sette minuti per schiattare e poter rifare il passaggio, minuti nei quali ci si chiedeva che diamine fare per proseguire se si era già giunti dove si doveva andare.
  11. Varie ed eventuali.
Come si capisce solo confrontando il numero di pro e contro, il gioco non è per nulla ben riuscito nonostante le ottime premesse. Domani lo riporterò indietro insieme ad Assassin's Creed per prendere Battlefield: Bad Company, la cui demo mi ha invece esaltato parecchio e continuo ancora a giocare. Mi spiace un po' non terminarlo (ormai sono all'ultimo episodio): stasera ci proverò, perché la scimmia di finirlo un po' c'è, ma non piangerò se non dovessi riuscirci.
Voto: 6.

martedì 24 giugno 2008

La Forza, i leoni e Brooke saranno sempre con te.


E' morto improvvisamente Claudio Capone
, epica voce di tantissimi documentari (anzi, LA voce da documentario per antonomasia), di Luke Skywalker, di Ridge, eccetera eccetera.
Una voce che mancherà tantissimo. Anzi, di più.

giovedì 19 giugno 2008

Fastidio

Sono a casa da due giorni con la dissenteria e mica mi passa.
E oggi è pure uscito Alone in the Dark, e chiaramente non posso andare a prenderlo.

Mi consolerò finendo Lost Odissey.

martedì 10 giugno 2008

Nostalgia canaglia

Oggi ho fatto un raid nella libreria Alastor di via Volta.
Dopo aver acchiappato i nuovi fumetti, passo a vedere se hanno già i manuali di D&D 4a edizione. Mmh, no. Però hanno qualcos'altro.


LIBROGAME USATI! E in ottime condizioni, solo un po' ingialliti (e vorrei vedere, hanno 20 anni). Ho arraffato questi tre. In particolare, quello in mezzo mi ha suscitato sincera commozione: è il primo librogame che abbia mai letto, quando ancora non sapevo della loro esistenza, prestatomi da un'amica 18 o 19 anni fa. Questo libricino è responsabile della mia successiva passione per il fantasy prima e in particolare per Tolkien poi, e della passione per i giochi di ruolo. E' tutto partito da lì, in quel lontano pomeriggio d'estate in cui misi le mani su di lui.


MI HAI ROVINATO LA VITA, BASTARDO!

sabato 7 giugno 2008

La ricompensa dei giusti

Ieri mi è arrivata questa email:

Ciao, grazie per aver partecipato all’evento di presentazione di Metal Gear Solid 4 a Milano in Piazza del Duomo. E’ stato un grande evento anche grazie alla tua partecipazione. Sappiamo che alcune persone sono rimaste deluse per non aver potuto incontrare di persona Kojima e di questo ci scusiamo e ne siamo sinceramente dispiaciuti. Per ringraziarti della partecipazione e scusarci dei disguidi creati, stiamo preparando per te una “spedizione speciale”. Il 12 Giugno riceverai direttamente a casa tua un pacco contenente :
  • versione promozionale del gioco (gioco completo, privo di manuale)
  • la guida strategica ufficiale di Metal Gear Solid 4 edita da Piggyback.

Ora, però, mi serve una PS3.

martedì 3 giugno 2008

Armi inceppate...

Bene, sono stato alla presentazione di MGS4.

Arrivo alle 15 e incontro il buon vecchio OSSO, amico e collega del dipartimento di informatica dell'università.
Ci fanno attendere mezz'ora, poi, dopo averci annunciato che incontreremo Sua Santità Hideo Kojima in persona dopo lo show, ci portano in una sala del cinema Apollo dove ci spiegano a grandi linee quel che dovremo fare. E qui già nasce un po' di disappunto: la famosa "simulazione di battaglia" altro non è che una coreografia che creeremo muovendoci sulla piazza del Duomo a gruppi, prima di distenderci sul selciato cosparso di cacca di piccioni a formare la scritta "KOJIMA" con i nostri corpicini. Il tutto per il piacere di Sua Santità, che ci osserverà, insieme alla stampa videoludica italiana, dalla terrazza dell'Autogrill della piazza.
E vabbè.
Andiamo in piazza, ci distribuiscono degli orrendi cappellini arancioni, numerati per poterci dividere facilmente in gruppi. Nel marasma, gente che non c'entra una fava se ne imbosca qualcuno, compresi un paio di africani che girano spacciando braccialetti portafortuna.
Cominciano le prove. Per prima cosa veniamo disposti a terra per formare la famosa scritta. Il selciato è rovente, ma al mio gruppo va bene: formiamo la M, la penultima lettera, e così dobbiamo restare a terra meno tempo rispetto a chi compone le lettere precedenti. Quando ci rialziamo, la piazza è cosparsa dei fogli di giornale stesi per non sporcarci. Napoli ce lo mena.
Proviamo la famosa coreografia, c'è da muoversi di concerto con gli altri gruppi seguendo le indicazioni delle ragazze capogruppo, ballerine di professione che lavorano per l'agenzia organizzatrice dell'evento. Prima camminando, poi correndo, muoversi verso il centro in fila, attorcigliarsi con gli altri gruppi, raggiungere un altro angolo della piazza. Robe così.
E vabbè.
Ci danno le famose divise. Qui ci cascano le p...braccia. Si tratta di tristi tutine usa e getta in tela leggerissima del tipo usato dagli imbianchini per non sporcarsi. Blu e bianche, a seconda della squadra di appartenenza. omg
Inizia l'attesa. Il "capo" ci avvisa prima che mancano 5 minuti, poi 4, poi 3, poi 2, poi 7, poi 5, poi 7, e via così finché non ci danno davvero il segnale di inizio. Ci disponiamo nella piazza, iniziamo l'allegra coreografia, corriamo tantissimo. Ogni tanto la gente ci chiede cosa stiamo facendo, e un paio di volte stavo davvero per rispondere "ci rendiamo ridicoli per farvi sentire migliori". Nel frattempo, un perfetto idiota anche lui parte dello "spettacolo", ignorato dai più, finge di giocare le sequenze del gioco proiettate sul megaschermo, stringendo in mano un pad PS3 e producendosi in tristi imitazioni dei movimenti di Snake.
E vabbè.
Continuano a farci correre, correre, il fiatone sale ormai a molti, si corre ancora, io ho una sete disumana già da prima di iniziare, figurarsi ora. Finalmente componiamo la scritta a terra, è finita? NO! Si gira di corsa tutta la piazza e si termina sotto la terrazza da cui un compiaciuto Kojima ci sta osservando. Penso che, visto dall'alto, il tutto fosse molto fico, ma a me sembravamo una massa di deficienti. Giudizio ampiamente condiviso, da quanto ho capito.
Giunge finalmente il momento tanto atteso, l'incontro con Sua Santità! Ci mettiamo in fila sulle scale che portano alla terrazza. Si entra a gruppi di 20 la volta. I primi a uscire sventolano orgogliosi una maglietta di MGS4 e un volantino con gli autografi dei vari autori del gioco. Dicono anche che Kojima non firma i suoi giochi, pare per evitare che qualche furbetto lo venda a cifre stratosferiche su eBay. Un forte disappunto si impossessa di molti, soprattutto del buon OSSO che ha appositamente scartato la sua confezione di MGS per PSX ancora cellophanata per poter portare il booklet da firmare.
E vabbè.
Finalmente, dopo oltre mezz'ora, arriva il mio turno di entrare, ma a quel punto si accorgono che è tardi, devono chiudere tutto, no, non si può più vedere Kojima, ecco i vostri gadget, ciao ciao e grazie. E ci cacciano fuori. Vorrei almeno provare il gioco ma hanno spento anche le postazioni PS3 piazzate lì per i giornalisti.
E vaffanculo.
Mi mangio un whopper al Burger King lì sotto e me ne vado a casa scazzato.
La maglietta è carina. Ma per 4 ore e mezzo di sbatto e sudore sostenute dal miraggio di un'udienza con Sua Santità, almeno un autografo e un saluto veloce col Maestro potevano concedercelo. Stronzi.
E in più non riesco a trovare il sito dell'agenzia organizzatrice, su cui dovrebbero pubblicare il filmato dell'evento. Tale Party B. Avrò capito male il nome? Boh.

domenica 1 giugno 2008

Chiamata alle armi


Martedì 3 giugno, alle 18, in piazza Duomo a Milano si terrà la presentazione ufficiale di Metal Gear Solid 4, con la partecipazione di Hideo Kojima. Per l'occasione, il sottoscritto impersonerà uno dei soldati che si daranno battaglia nella piazza, come parte dell'evento.
Ovviamente non potete mancare.

mercoledì 21 maggio 2008

Gli amici dei miei amici sono...

...in agguato.

Qualche settimana fa arriva in ufficio un nuovo ragazzo, che chiameremo D. D è anche già amico di Ka300m, ma in questo lasso di tempo non ci ho mai parlato, complice il fatto che il suo ufficio è un po' lontano dal mio e non ci passo mai davanti.
Ieri andiamo a mangiare insieme.
Inizia quasi per caso, come le grandi scoperte che hanno cambiato la storia dell'umanità. Ka300m gli chiede del suo prossimo viaggio a Parigi.
"Mh, sì, lo stiamo preparando"
Ka300m si rivolge a me: "Va all'evento Blizzard di Parigi!"
"L'invitational?"
D: "Sì!"
"Ah, forte. Ci va anche una mia amica, che si è pure appena sposata."
"Mab?"

WTF?
Momento di silenzio.
No, dai, non è possibile.

"Sei... MaDdi3?"
"Sì!"
Invece è possibile.
"Quello di cui leggo anche il blog? Nonché paraculato che becca un fiotto di drop al primo giro in Kharazhan?"
"Sì!"

Ma dai.

Dicono che il mondo sia piccolo, ma credo che ultimamente l'abbiano anche lavato e fatto restringere.

martedì 20 maggio 2008

We killed your monkey, lol

Come uccidere brutalmente una scimmia? Fate come Play.com: inviatemi un codice per l'early access di Age of Conan che non funziona.
Che nervi.

Update:
Risposta da Play.com:

Dear Customer,

The code for the pre-order bonuses will only work once you have
received and registered your retail CD key with Funcom and made an
account.

Once you add the pre-order key you should then be able to claim your
item by typing “/claim” in game.

Ero io ad aver capito male, il codice non dà accesso all'early access ma solo alla mount speciale.
Ma intanto la scimmia è stata uccisa con brutalità. :/

lunedì 19 maggio 2008

La prova che GTA IV è il migliore della serie...

... è che l'ho terminato (anche se mi mancano ancora varie missioni secondarie).
Prima d'ora non avevo mai terminato un GTA, mi sono sempre stufato prima. E li ho giocati tutti, eccetto Vice City e Liberty City Stories.
La storia stavolta è "vera", non "vai là fuori e spacca tutto". Niko Bellic è un uomo con un suo carattere e una storia ben definiti, e tutti i personaggi che compaiono hanno un certo spessore. La città è incredibilmente realistica e viva, ci sono una valanga di dettagli curatissimi che vanno a comporre il grande mosaico della vita metropolitana da non crederci.
Vale davvero la pena giocarci.
Ora, mentre aspetto i contenuti extra, posso dedicarmi a finire Lost Odissey e Halo 3.
Forse. All'orizzonte c'è il profilo di Age of Conan in rapido avvicinamento.

sabato 17 maggio 2008

You're on Vladivostok FM!

Giocando a GTA4, tra le varie canzoni che passano alla radio le più curiose sono quelle russe.
Tra queste ho notato un gruppo in particolare: Ranetki.





Questo gruppo, pur non facendo una musica che mi piace molto, ha diversi lati positivi:
  1. Sono tutte ragazze.
  2. Sono tutte ragazze CARINE, soprattutto la batterista e la lead guitarist.
  3. Sono tutte ragazze carine che SUONANO, invece di esibirsi in inutili coreografie.
  4. Sono tutte ragazze carine che suonano ROCK.
Bonus: la batterista è anche la cantante, un fenomeno già di per sè raro. Se poi pensiamo che le donne alla batteria* sono poche, si tratta di un caso unico.
Il lato negativo è che non si capisce nulla quando cantano.

Qui c'è il loro MySpace. Non sto manco a linkare il sito ché tanto è tutto scritto in cirillico.


*: A meno che non si intenda la batteria di pentole.

domenica 11 maggio 2008

Cuore e Acciaio

Finalmente sono riuscito a vedere il film di Iron Man. Nella Sala Energia dell'Arcadia di Melzo (e dove, sennò?).
Il personaggio di Tony Stark è reso benissimo, i combattimenti sono brevi ma grandiosi (meglio così che fare un sacco di casino lasciando poco spazio alla trama). Un film eccezionale.
Menzione d'onore per Leslie Bibb
nella parte della giornalista di Vanity Fair che il buon Tony butta giù all'inizio del film.
E l'immancabile cameo dell'Uomo:
il grande (anche nell'ego) Stan Lee.
E quale esaltazione quando al termine del film si presenta Nick Fury in persona per annunciare il via del progetto Vendicatori. Ma il film dedicato al supergruppo più potente del mondo non si vedrà prima del 2011. :-(
Però, prima di allora, dovrebbero uscire i film di Capitan America, Ant-man, Thor e forse anche Wasp, oltre al nuovo film di Hulk che sta già per uscire. Il film di Capitan America sarà forse occasione per la Marvel di resuscitare il povero Steve Rogers? Se sì, quale astruso motivo si inventeranno? Un clone? Un altro Cap da un universo parallelo? Una recrudescenza del siero del super soldato? Chi vivrà, vedrà.
Un dettaglio che non mi ha convinto: hanno usato la versione Ultimate di Nick Fury, ispirata a Samuel L. Jackson così da poter inserire lui stesso nel film, invece di quello "normale" che dovrebbe comparire.
Osserviamo le piccole differenze:
Il Nick Fury originale

Interpretato dal mitico David Hasselhoff in un film TV del 1998

Il Nick Fury Ultimate che compare nel film

Ma chi sono io per criticare le scelte dei produttori?

sabato 3 maggio 2008

Cosa dovrebbe essere un gioco di guida.

Trovato su Gamesblog, lo pubblico perché è molto simpatico. E' stato realizzato da un fan artigianalmente, e poi pubblicato anche sul sito Codemasters.



Mi ha fatto venir la scimmia di provarlo. C'è anche un circuito nel centro di Milano con passaggio sotto il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele (che compare nel video).

lunedì 21 aprile 2008

Lunedì di merda

Nel senso letterale.
Dissenteria da due giorni, la gengiva ancora infiammata e in più sono scivolato sulle viscide scale della mensa facendomi male al braccio sinistro.
E siamo ancora a metà giornata.

Bonus: l'ultimo boss di Puzzle Quest è un carro armato imbattibile. Nervoso.

venerdì 18 aprile 2008

Una corretta stagionatura migliora il gusto.


Ieri entro trionfalmente da GameStop.
"Ciao, è arrivato Rainbow Six Vegas 2 per PC? :-) "
"No."
"Ah. Eh... Ma mi avevano detto che usciva oggi."
"Ce l'ho in magazzino, ma esce domani."
"Ah. Ok, ciao. :-( "
Vado da MediaWorld.
Wow, la raccolta dei dvd di Benigni che commenta Dante! Tre cofanetti da 35 € ciascuno? Ma bafangulo.
Toh, eccolo lì. R6V2 per PC. Me l'aspettavo. Compro e vado a casa a giocare.
Ora, capisco che si debbano rispettare le date di uscita. La data di consegna non può essere uguale per tutti i negozi, e in questo modo si evita che chi riceve le copie dopo gli altri sia svantaggiato. Ad essere in torto è MW, che con questa mossa meschina si accaparra qualche cliente in più a discapito della concorrenza (e non è affatto nuova a queste cose, la più clamorosa fu la messa in vendita anticipata della PS3). Però, se vengo da te e ti chiedo specificamente quel gioco e tu ce l'hai nel retrobottega, davvero non puoi vendermelo anche se deve uscire il giorno dopo? La direzione poi t'incula, "le scadenze, gli accordi, blablabla"? Beh, in questo modo venite inculati tutti!

giovedì 17 aprile 2008

Chi ha preso il mio G36?

Quando, tra un'ora circa, uscirò dall'ufficio, GameStop farà bene ad avere Rainbow Six Vegas 2 per PC, dato che lunedì avevano affermato che sarebbe arrivato oggi. Diversamente, qualcuno non vedrà il tramonto di oggi. :|

mercoledì 16 aprile 2008

E' un piccolo, grande pianeta

Questo gioco, insieme a MGS4, potrebbe giustificare da solo l'acquisto di una PS3.



Peccato che il dentista debba farmi un tot di lavori in bocca, per un totale di cinque o sei PS3. :(
Aspetterò ancora un bel po' prima di acquistarla, mi sa.

domenica 13 aprile 2008

Siamo tutti come Giuda.

Chi più, chi meno.


Quest'anno, ascoltando per l'ennesima volta il racconto della Passione di Cristo durante la settimana santa, per la prima volta sono stato colpito da una frase che dice Gesù. Quando Giuda si presenta da lui con le guardie per farlo arrestare, lui gli dice: "Amico, è per questo che sei qui." Amico! In quel momento ha ancora la capacità di chiamarlo amico. Non in maniera ironica o per apostrofarlo, come un "Hey, pal!" che tanto si usa negli USA e che da noi viene tradotto appunto come "Ehi, amico!". Intende proprio "amico". Davanti al tradimento peggiore della storia, la vittima ha ancora talmente stima e affetto per il traditore da continuare a chiamarlo amico. Ed è per questo che ho immaginato che, se Giuda non si fosse suicidato, schiacciato dal riconoscimento della gravità di ciò che aveva fatto, Gesù, reincontrandolo, l'avrebbe perdonato e riabbracciato, come con Pietro.
Il tradimento di Pietro è meno grave di quello di Giuda, per la sua venalità e per le sue conseguenze, ma ugualmente devastante nel cuore: nel momento del massimo bisogno, abbandona il suo migliore amico e scappa per non finire nei guai.

Qual è la differenza tra Giuda e Pietro, che porta il primo a morire e il secondo a ripresentarsi davanti a Gesù per dirgli "Sì, signore, io ti amo"?
Giuda era ripiegato su sè stesso, non guardava Gesù, non lo ascoltava: aveva la sua idea di come sarebbero dovute andare le cose, e quando ha visto che si andava in tutt'altra direzione, si è sentito fregato e ha voluto contraccambiare. Poi, presa coscienza di cosa aveva fatto, ha ceduto alla disperazione, non ha creduto possibile il perdono per qualcosa di così enorme: non aveva mai davvero creduto in quel che diceva Gesù, forse lo seguiva solo perché lo faceva sentire il membro di un'élite, "Gli amici del Messia", wow! o perché semplicemente non sapeva che altro fare e quel tizio era una persona interessante con cui stare. "Non c'è possibilità di salvezza dopo ciò che ho fatto", e si è impiccato.
Pietro, invece, Gesù lo guardava sempre. Tantissime volte non capiva: era solo un pescatore ignorante. Ma continuava ad ascoltarlo, viveva davvero con lui, e se aveva imparato una cosa, era che quell'uomo non diceva e non faceva baggianate. Era arrivato a fidarsi totalmente e a dire che sarebbe morto con lui piuttosto che abbandonarlo. Ma poche ore dopo si era contraddetto. Rinnegato tre volte. Ma ancora gli voleva bene e credeva in quel che Gesù aveva detto, anche se deluso dalla tragica fine della storia. Probabilmente, il dubbio che fossero state solo tante belle parole gli ha attraversato la mente. Forse soffriva più per il proprio tradimento che per la morte del suo amico più caro.
E poi accade l'impossibile: Gesù ritorna. E Pietro è lì, lo guarda, vuole stare ancora con lui, ma si sente tagliato fuori dal proprio tradimento. Eppure lo sguardo è sempre su Gesù, non sulla propria pochezza. E Gesù lo chiama, gli chiede solo "Mi ami tu?". Per tre volte, tante quante i suoi tradimenti. "Sì, Signore, lo sai che ti amo." Fine, è tutto dimenticato. Non conta l'errore, non conta il tradimento: conta la tensione ideale, conta quell'amore, quello sguardo verso Gesù.
Noi siamo spesso come Giuda: ripiegati su noi stessi, pensiamo a quello che vorremmo che Dio facesse per noi, ci aspettiamo che ci risolva i problemi della vita, e quando questo non accade ci sentiamo delusi e voltiamo le spalle. E dopo questo, magari ci viene da pensare che non possiamo più tornare indietro, è troppo tardi. Significa che non abbiamo capito un cazzo.
Dovremmo essere semplici come Pietro: guardare Gesù senza farci schiacciare dalla nostra debolezza. Accettare quello che la vita ci mette davanti e viverlo, senza permettere che questo distolga il nostro sguardo. Che fatica, però. Ed è qui che entra in gioco la necessità di avere qualcuno da seguire.
Magari potremmo pensare che quello che Gesù ha detto è troppo difficile, è impossibile, forse sono addirittura stupidaggini, e quindi non conviene andargli dietro. Ma se è risorto è anche per dire: "Guarda, come ho detto avrei fatto, ho sconfitto la morte. Impossibile, vero? Ma se sono stato in grado di fare questo, credi che tutto quello che avevo detto prima fosse fregnacce?"
Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile diventare uomini. Ma se ci sono riusciti un pugno di pescatori e altri poveretti, seguendo il loro esempio possiamo farcela anche noi. E di esempi del genere ce ne sono ancora adesso, basta aprire gli occhi e, come Pietro, guardarli.

Entra anche tu nel club!

Gli infami di Rockstar continuano a rilasciare trailer di GTA4, come se la scimmia non fosse già abbastanza grossa.
Questo però è simpatico per come critica, prendendo in giro, la libera vendita d'armi negli USA. Non è certo il primo a farlo, né sarà l'ultimo, ma sticazzi.


mercoledì 9 aprile 2008

Intervallo


Nell'attesa che mi venga voglia di metter giù il "post serio", pensato da tre settimane, per l'altro blog.
L'immagine è presa da una t-shirt acquistabile qui.

domenica 6 aprile 2008

Addio, Charlton


Il protagonista dei kolossal per eccellenza ci lascia. :(
Ho sempre amato i suoi film, soprattutto Ben Hur e I dieci comandamenti.

mercoledì 2 aprile 2008

Ciao, Murphy!

Potrei dirlo, e volentieri, se fosse questo Murphy qui.
Invece è l'altro, il famigerato.

Una settimana fa, i realizzatori del portale d'ateneo mi avevano chiesto un backup recente del database di produzione per avere dati recenti su cui lavorare nel loro sviluppo. Solita operazione: copia ultimo backup, zippa, invia via FTP. Oggi mi telefonano: il file non c'è. Controlliamo... Ohibò, è vero, manca. Eppure, anche se aveva manifestato qualche difficoltà, alla fine mi aveva confermato il trasferimento del file. Vabè, riproverò. Appena messo giù il telefono, il primo pensiero è: e ci hanno messo una settimana ad accorgersi che il file mancava?
Rifaccio la trafila solita, ma stavolta, al termine del nuovamente difficoltoso trasferimento FTP, mi scollego e ricollego per controllare. Eccallà, manca. Riprovo. Nisba.
Inizia un turbinio di email: innanzitutto chiedo se le credenziali che sto usando siano corrette e i permessi del mio utente settati a dovere. Eh, ovvio. Riprovo dopo aver fatto sparire un po' di file dal server remoto. Macchè. Mi passano il link a una pagina da cui tentare l'upload via http. Va in errore dopo un po'. Quanto è grosso il file? Circa 25 MB. Ah, il limite è 10, aspetta che lo aumentiamo. E vabè, riprovo. Stavolta invece di un "rassicurante" errore di sovraccarico come prima, parte direttamente una mostruosa eccezione java con tutto il suo tremendo stacktrace. Ehi, non va. Prova a metterlo direttamente sul portale, lo scarichiamo da lì e poi lo cancelli. Storco il naso, ma mi adeguo o qui facciamo notte.
Passa un po' e mi informano che hanno scaricato il file tre volte, ma arriva sempre corrotto. Lo apro io e va perfettamente. E' a questo punto che capisco che oggi Murphy ha posato il suo ironico sguardo su di me. E lui, accorgendosi di questo, decide di giocare a carte scoperte e fare del suo peggio.
Le successive proposte sono:
  1. Prova con l'acquasanta
  2. Spezza il file con WinRAR e uppalo pezzo per pezzo.

Acquasanta non ne ho, quindi scarto la prima ipotesi. Proviamo con la seconda, ma, ohibò, non ho winrar installato e non mi va di farlo per un solo stupido file. Quindi decido di chiedere aiuto a qualche collega, anche perché l'ultima volta che ho avuto bisogno di dividere un file in più parti credo sia stato otto o nove anni fa per far entrare un "malloppone" da oltre 1MB e mezzo in due floppy; avevo usato ARJ a linea di comando e nemmeno ricordo se ci riuscii, figuriamoci. Ka300m, il collega interpellato, mi risponde che posso usare 7zip, tanto lo usano anche quelli che devono ricevere il file. "Ah, ok, ma non ho mai provato, che opzione devo usare?" "Ti faccio vedere, il file è sulla chiavetta?" chiede, indicando l'aggeggino USB che rigiro nelle mani. "Sì, aspetta..."
Qui l'infido traditore cala il suo asso. La chiavetta USB mi cade a terra. Niente di che, mi è successo altre volte. La infilo nel computer di Ka300m e...
...
Non la vede? Non si accende nemmeno il led... Ma che? Aspe', la provo su un altro computer...
...
Macché.
E' defunta. La chiavetta USB, fedele compagna di lavoro per oltre un anno, è morta per un colpetto del piffero ricevuto cadendo.
La tentazione di dare fuoco a tutto ciò che incontro si fa strada per un istante, ma la reprimo.
"Me ne faccio dare un'altra. :| "
Finalmente risolviamo di spezzare questo stramaledetto file in più parti e - miracolo - l'FTP remoto decide di riceverli tutti correttamente. E i destinatari riescono persino a riassemblare il file originale! I nostri amici ingegneri hanno la loro fottutissima copia del database.
Bilancio della giornata: oltre 4 ore per spedire un file del cazzo da 25,6 MB, una chiavetta USB morta (che si sta cercando di riparare) e la risata sarcastica di Murphy che ancora mi risuona nelle orecchie.

Se toccasse a me?

Post ispiratorio, da leggere prima:

-Dalla Parte di Asso Merrill-: Il Nemico e Vero Amore salvano il mondo.

Skar-quellolì si palesa innanzi a me e alla mia morosa.
Dato che si sente più bastardo del solito, si rivolge a me e mi pone davanti alla scelta: o tu, o lei.
Dannata progenie blasfema di un'entità cosmica superiore e malvagia*.

Mi giro e guardo lei negli occhi. Vi leggo la paura per la ferale decisione che lei sa aver già preso forma nella mia mente. Le sorrido amaramente. Non posso far altrimenti. La abbraccio a lungo, e poi un ultimo, appassionato bacio.
Devo allontanarla quasi a forza: non vuol lasciarmi andare così. Ma non c'è altro da fare.

Fisso Skar-coso con sguardo fiero. Immagini di tutta la vita mi passano veloci nella mente. Ripenso al tempo passato con lei, le serate, le vacanze, le gite con gli amici, e mi convinco che ho preso la decisione giusta. Poi apro solennemente bocca.


"Tutta tua."

Checcazzo, non posso mica perdermi GTA4.

*: 'sto fio de 'na mignotta.

lunedì 31 marzo 2008

Real Guitar Heroes

Idoli che costruiscono vere chitarre elettriche usando, come corpo, una vecchia console.
Qui altre immagini, nonché video di questi strumenti usati durante i concerti.
Eccezionale.

venerdì 28 marzo 2008

Librogame

I librogame mi hanno sempre appassionato. Un'alternativa divertente al gioco di ruolo quando non si hanno compagni con cui giocare, in un'epoca in cui non esisteva la Bioware. Da ragazzino ne ho letti tanti, soprattutto la saga di Lupo Solitario, che ricordo ancora con nostalgia - rammento ogni avventura che ho letto, e sono passati quasi venti anni dalla prima che giocai! C'erano tante altre serie, ma, dato che mia madre me ne comprava solo qualcuno ogni tanto (tre o quattro l'anno) mi orientavo quasi sempre sulla mia serie preferita.
Le serie che riconosco in questa foto, partendo dall'alto a sinistra:
  1. con il logo del caschetto: Realtà Virtuale. Una serie che si vantava di non avere "alcun arbitrio della sorte", tutto era affidato alle decisioni del giocatore. Il problema è che si tirava le cuoia alla prima cazzatina, senza la possibilità di pararsi il culo con una qualche prova d'abilità. Frustrante.
  2. Col draghetto: Dragonlance, avventure ambientate nell'omonimo mondo di D&D. Mai letto uno.
  3. Con la tigre: Ninja. Boh.
  4. La bussola: Dimensione Avventura. Nessuna correlazione tra un libro e l'altro, probabilmente una serie "contenitore". Alcuni erano belli, altri una palla.
  5. Lo scudo: Blood Sword, serie caratterizzata dalla possibilità di giocare fino a quattro persone contemporaneamente con lo stesso libro. Nulla di che, ma interessante da provare. Ma a quel punto, meglio un gdr vero.
  6. Il lupo: Lupo Solitario, il re dei librogame. Credo sia l'unica serie ancora pubblicata in Italia. Perdeva un po' di carisma dopo il numero 20, perché il protagonista ormai era diventato un semidio, quindi si passava a seguire le avventure di uno dei suoi discepoli Ramas. dato che il nome ce lo si sceglieva da soli, nel corso dell'avventura si veniva chiamati sempre e solo "Grande Maestro" (il rango Ramas del personaggio), sicché risultava piuttosto spersonalizzato. E non si avevano più a disposizione le armi simbolo di Lupo Solitario: la Spada del Sole e l'Arco d'Argento di Duadon.
  7. Pipistrello: Dracula. Mboh, roba di vampiri.
  8. L'omino col mantello: Fire*Wolf, avventure eroiche ed eroTiche di un barbaro prescelto per salvare l'universo e blabla.
  9. La torre: Alla corte di Re Artù, spassosa saga dai forti contenuti ironici dove si è chiamati a vestire i panni del giovane Pip, lanciato in missioni pericolosissime da Mago Merlino e armato della poderosa Excalibur Junior, una spada parlante e discretamente rompipalle.
  10. Il nanetto: qualcosa sulla Terra di Mezzo. Tolkien, insomma.
  11. Il logo di pericolo radioattivo: Guerrieri della Strada, ambientazione alla Mad Max da Joe Dever, lo stesso autore di Lupo Solitario.
  12. Clessidra: Oberon il giovane mago, sempre da Dever. Credo ambientato nello stesso mondo della sua serie principale, ma non l'ho mai letto - e me ne dispiaccio.
  13. La finestrella arabeggiante con la luna: Le mille e una notte. Qualcosa di mediorientale, boh.
Li voglio tutti. :(