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sabato 18 febbraio 2012

Tanto Valentino il gatto che fece i gattini ipermetropi.

Il titolo del post è un serio candidato al premio Miglior stronzata con intelligente significato nascosto 2012.




Con tempismo perfetto, l'offerta di Steam per lo scorso 14 febbraio è stata Dinner Date. Quando alcuni mesi fa uscì, mi incuriosì non poco. In questo gioco si prendono le redini non di Julian, il protagonista, nè di qualunque altro personaggio: si intepreta il subconscio di Julian. Un bel logo dell'Independent Game Festival 2011 occhieggia dalla pagina Steam del gioco, fomentando l'interesse.
Il prezzo normale è 4,99€, oggi sta a 2,24... Massì, compriamolo.
Il setting: siamo nella cucina di Julian, seduti al tavolo, e vediamo con i suoi occhi. Stiamo aspettando una bella giapponesina che ha invitato a cena e con cui spera di fare gol in serata, ma costei ritarda.
Premendo alcuni tasti indicati su icone fluttuanti possiamo far compiere a Julian varie azioni, tipicamente quelle che chiunque compie mentre è sovrappensiero: fissarsi le mani, guardare l'orologio o la candela sul tavolo, raccogliere del pane e giocherellarci o mangiarlo, immergere il cucchiaio nel brodo e girarlo distrattamente o mangiarne un po', eccetera. Il tutto mentre il protagonista parla tra sè e sè rivelandoci i propri desideri, le proprie ansie, le proprie frustrazioni.
Il gioco è tutto qui. Non c'è modo di condizionarne lo svolgimento, se non per alcune azioni che, se non compiute, non fanno procedere la storia, quali versarsi del vino o accendersi una sigaretta. Ogni altra azione è priva di significato.
Di giochi sperimentali che in realtà non sono veri giochi ne ho visti, ma erano chiari su ciò che proponevano. Dinner Date sembra promettere un'esperienza interessante ma delude: mi aspettavo che fossero le azioni compiute a stimolare particolari riflessioni e facessero prendere allo svolgimento della storia binari differenti, ma così non è. Si è spettatori di un video della durata di circa 20 minuti durante il quale ci si può trastullare con ciò che sta in scena, tanto per non annoiarsi ad ascoltare le seghe mentali del protagonista.
Non sono certo se Dinner Date sia troppo avanti o semplicemente una presa per il culo. Propendo fortemente per la seconda ipotesi.

Quattro giorni per scrivere 'ste due cose, si vede proprio che sono in periodo scazzo.

lunedì 12 dicembre 2011

La TOP TEN dei videogiochi 2011!


Al tempo.
Credevate di trovare subito la lista? Troppo facile!
E' un po' che trascuro il blog nonostante qualcosa da scrivere l'avessi, e se avessi dovuto compilare l'intera classifica in un colpo solo probabilmente sarei caduto in un vortice di procrastinazione. Quindi ho avuto l'Idea: postare un gioco al giorno, a partire da domani, partendo dal fondo della lista. Il compromesso perfetto tra la mia pigrizia e la necessità di alzare il contatore degli aggiornamenti.

Ah, che volpe!

Una premessa importante: la classifica sarà basata esclusivamente sui miei gusti e su ciò che ho effettivamente giocato. Quindi non voglio vedere gente che si indigna perché non c'è il proprio gioco del cuore o che pianta questioni perché quel gioco meritava di più o questo gioco è sopravvalutato.

Tanto per rimettermi in pari e darvi qualcosa da leggere nella SPASMODICA attesa di domani, segnalo che nel corso della mia latitanza ho visitato la Games Week, dato un'occhiata a Max Payne 3 e giocato ad Halo Anniversary.

A domani, se vi garba.


Sì che vi garba.

mercoledì 9 luglio 2008

Battlefield: Bad Error

Nella recensione che ho scritto nel post precedente mi sono incredibilmente dimenticato, per la fretta di metterla giù, della possibilità, nel gioco, di fare TUTTO A PEZZI. Gli edifici cominciano la battaglia belli integri e possono essere ridotti pian piano a scheletri in fiamme a colpi di artiglieria, mortaio, cannone, granate, eccetera, mentre enormi buche si aprono nel terreno dove cadono i colpi e gli alberi vengono travolti dai cingoli dei corazzati. Finalmente! Ora i cecchini e gli anticarro non potranno più nascondersi codardamente dietro una semplice parete di lamiera stranamente a prova di tutto, mentre gli assaltatori potranno aprirsi nuove porte a colpi di granate!

lunedì 7 luglio 2008

La mamma mi ha sempre detto di non frequentare cattive compagnie...

...stavolta le ho disobbedito, e sono contento di averlo fatto.


Battlefield: Bad Company si incarica di raccogliere l'eredità della serie Battlefield. Lo fa inserendo per la prima volta una campagna single player e con un multiplayer forse non all'altezza dei precedenti capitoli, ma dannatamente divertente.
La campagna single player racconta le avventure della squadra B-1C, facente parte della Compagnia B, ovvero la Bad Company, la compagnia in cui vengono mandati tutti i cattivi soggetti dell'esercito, usata per le missioni più pericolose. I personaggi sono fortemente caratterizzati: abbiamo il Sergente Redford, il tipico ufficiale tutto d'un pezzo che però non t'aspetteresti di trovare nella Bad Company - come sia finito qui verrà spiegato nel corso del gioco; Sweetwater, un tipo dalla lingua affilata ma sempre pronto a lamentarsi di tutto e anche un po' codardo; Haggard, l'esperto di esplosivi e maniaco degli stessi, molto impulsivo; infine, Preston Marlowe, un tipo apparentemente remissivo, che sarà impersonato dal giocatore. Questo gruppetto di carne da cannone scoprirà, all'inizio della storia, che l'esercito americano in guerra con la Russia non si trova contro solo i soldati di questa nazione, ma anche esperti mercenari assoldati da un tale detto "Il Legionario", che paga i suoi sottoposti in sonanti lingotti d'oro! Quale occasione migliore di procurarsi un cospicuo fondo pensione se non razziare questi lingotti?
La storia si dipana attraverso lunghe missioni su vastissime mappe, che se esplorate con cura prenderanno oltre un'ora di gioco. L'utilità di esplorare le mappe viene dalla possibilità di ritrovare oro, armi e accessori di vario tipo. Gli obiettivi vengono chiaramente indicati sulla mappa, ma il come raggiungerli e attaccarli viene quasi sempre lasciato all'iniziativa del giocatore. Vuoi tentare un'infiltrazione e colpire di sorpresa o preferisci irrompere con un mezzo corazzato seminando devastazione ovunque? La scelta è solo tua. In caso di prematura scomparsa, Marlowe ricomparirà all'ultimo checkpoint raggiunto, ma senza dover ripetere quanto già fatto prima di essere abbattuto.
Ora, trovandosi in una squadra ci si aspetterebbe di poterla sfruttare. Magari! La grande magagna di questo gioco è che la propria squadra non fa nulla, a parte segnalare sulla mappa la posizione dei nemici. Non la si può indirizzare in alcun modo, si limita a seguire il giocatore. Qualche volta risponde al fuoco e ancor più raramente abbatte qualche avversario. Deludente. Discorso diverso quando si è a bordo di un mezzo: in tal caso, l'addetto alla postazione di fuoco secondaria sarà preciso e letale, dimostrandosi finalmente utile. Nonostante questo grosso neo, la campagna single player resta interessante e godibile.
Ma è nel multiplayer che si dimostra la forza di questo titolo. Come da tradizione, le mappe sono gigantesche, anche se solo otto (molto probabilmente ne saranno rilasciate altre in futuro, ma dubito saranno gratuite...), ma non ci sono più punti di controllo da contendersi. A turno le due squadre saranno in attacco o in difesa: la prima dovrà raggiungere le casse d'oro disposte nella mappa e distruggerle, con le proprie armi (metodo lungo) o piazzando una carica esplosiva (metodo rapido, ma può essere disinnescata dai difensori). Il compito dei difensori sarà sterminare gli attaccanti ed esaurirne i rinforzi prima che distruggano le due casse d'oro. Se dovessero riuscirci, si aprirà una nuova sezione della mappa, prima off-limits, e saranno aggiunte due nuove casse d'oro, il tutto finché non saranno prese tutte le casse presenti nella mappa o esauriti i rinforzi degli attaccanti. Si trovano mappe ampie e aperte come Oasis o Harvest Day, in cui è presente un'ampia scelta di mezzi, o più piccole e anguste come Ascension, in cui compare la sola fanteria. I veicoli a disposizione spaziano da veloci buggy armate leggermente a pesanti carri armati, passando per auto blindate e tank leggeri adatti sia come mezzo d'attacco terrestre che come contraerea. In alcune mappe saranno disponibili anche elicotteri, ma a questo giro nessun aereo! Gli attaccanti avranno spesso, nella propria base, un cannone di artiglieria che deve essere adoperato da un giocatore e la cui portata difficilmente supera la seconda base avversaria.
Il gioco prevede un sistema di avanzamento di grado basato sul punteggio ottenuto durante le partite classificate online, attraverso il quale si otterranno punti per sbloccare nuove armi ed equipaggiamenti per le cinque classi presenti: Assalto (armata di precisi fucili d'assalto, la punta di diamante dell'attacco, con la possibilità di sbloccare una siringa per curarsi come quella del single player), Demolizione (il cui principale scopo è neutralizzare i mezzi avversari a colpi di RPG, può sbloccare le mine), Ricognizione (il cecchino, può sbloccare un binocolo per designare un veicolo come bersaglio di un missile teleguidato), Specialista (armato di fucili silenziati e un comodo tracciatore per i nemici, può sbloccare il C4, utile come trappola per la fanteria, per far saltare i tank o far crollare i ponti per ostacolare il nemico) e Supporto (addetto principalmente alla cura dei compagni e alla riparazione dei veicoli, può sbloccare un designatore di bersaglio per l'artiglieria). Sul sito di Battlefield è anche presente una completa analisi delle proprie statistiche di gioco. Completa il tutto la possibilità di catturare screenshot e caricarli automaticamente sul sito, scegliendo in seguito quali pubblicare.
La grafica è molto bella: il nuovo motore Frostbite prodotto da DICE getsisce benissimo i grandi spazi aperti con un buon livello di dettaglio. Peccato solo per gli interni degli edifici, spesso molto spogli, ma credo sia l'unica critica che si possa muovere a un gioco che sotto il punto di vista tecnico è estremamente curato.
Anche il sistema di controllo è adeguato, benché, da vecchio giocatore di FPS su PC, io trovi molto scomodo scorrere le diverse armi e oggetti con i tasti anziché poterle selezionare direttamente o scorrerle con la rotella del mouse, e spesso mi incasini e continui a scambiarle mentre un avversario mi fredda allegramente.
Assolutamente un gioco consigliato: ben confezionato, divertente, appassionante. Voto: 8,5/10.

giovedì 26 giugno 2008

Central Park è un posto di merda

Di sicuro Edward Carnby lo penserà dopo l'avventura narrata in questo gioco.
Lo dico subito: è un'occasione sprecata.
Schematizzo.

PRO
  1. Il sistema fisico, in particolare il modo in cui gli oggetti si rompono, la propagazione progressiva del fuoco, il modo in cui consuma il legno, sono fenomenali.
  2. In virtù di questo, capita che molti enigmi siano risolvibili in modi del tutto diversi.
  3. Ci sono alcuni momenti di gioco davvero esaltanti, soprattutto la fuga in auto al termine del secondo episodio.
  4. La trama, strutturata a episodi come un telefilm, è raccontata bene, con i classici colpi di scena al termine di ciascuna puntata e dei fantastici riassunti delle puntate precedenti all'inizio di ogni episodio.
  5. La regia delle cutscene è ottima.
  6. Carino il menù DVD che permette di spostarsi tra scene ed episodi.
  7. La colonna sonora è eccezionale.
  8. Central Park è ricostruito esattamente come è nella realtà. Se fossi un newyorkese, questo mi esalterebbe parecchio (per me è come se ambientassero un videogioco al Parco di Monza).
CONTRO
  1. Il gameplay è spesso noioso e/o frustrante, capita di dover ripetere N volte la stessa scena per errori minimali, spesso indotti dallo stesso sistema di controllo.
  2. In svariati casi ci si ritrova bloccati, non tanto perché non si capisce cosa si debba fare per proseguire, ma perché sembra si debba fare un qualcosa e si perde tantissimo tempo e sanità mentale a provarci, salvo poi accorgersi, per caso o esplorando per l'ennesima volta la zona, che si doveva fare tutt'altro.
  3. La visuale in terza persona fa un po' schifo. E quando c'è la telecamera fissa o si impugna un oggetto contundente, la situazione è ancora peggiore: si capisce poco dell'ambiente circostante.
  4. L'interazione con l'ambiente non è sempre il massimo: spesso non si riesce a raccogliere un oggetto a terra perché sembra di esserci sopra ma secondo il gioco non è così. Da sclero se si è circondati dai nemici.
  5. Il sistema di inventario in cui ci si guarda il contenuto della giacca sembra inizialmente fighissimo, ma dopo poco mostra i suoi limiti: si fa un po' fatica a selezionare l'oggetto voluto, e questo è un serio problema quando si è sotto attacco e si deve impugnare alla svelta qualcosa. Per ovviare parzialmente al problema si possono creare fino a quattro combinazioni di oggetti da richiamare velocemente, ma anche questo sistema ha un grosso difetto: se setto uno slot con la sola pistola e uno con pistola e torcia, dopo aver impugnato questi ultimi insieme non è possibile riporre la torcia solo selezionando lo slot con la sola pistola, si deve aprire l'inventario.
  6. Il sistema di guida delle auto è assolutamente irrealistico, tanto che ho dovuto ripetere la fighissima fuga al termine del secondo episodio molte volte proprio perché mi aspettavo un comportamento più realistico e sbagliavo a fare le curve!
  7. La grafica è molto buona, ma i modelli non sembrano molto ricchi di poligoni e molte animazioni sono legnose.
  8. La storia non è per nulla originale e invoglia poco a proseguire.
  9. Central Park è ricostruito esattamente come è nella realtà. Girarlo tutto all'inizio dell'ultimo episodio per distruggere le radici del male è una palla enorme.
  10. Al termine del settimo episodio ero rimasto ferito e necessitavo di bende, e non ce n'erano in giro. Il problema non è questo, ma il fatto che ciò impediva l'attivazione di un successivo evento, finendo così con il far attendere sette minuti per schiattare e poter rifare il passaggio, minuti nei quali ci si chiedeva che diamine fare per proseguire se si era già giunti dove si doveva andare.
  11. Varie ed eventuali.
Come si capisce solo confrontando il numero di pro e contro, il gioco non è per nulla ben riuscito nonostante le ottime premesse. Domani lo riporterò indietro insieme ad Assassin's Creed per prendere Battlefield: Bad Company, la cui demo mi ha invece esaltato parecchio e continuo ancora a giocare. Mi spiace un po' non terminarlo (ormai sono all'ultimo episodio): stasera ci proverò, perché la scimmia di finirlo un po' c'è, ma non piangerò se non dovessi riuscirci.
Voto: 6.