Secondo il ministro francese Boutin, il presidente Bush potrebbe essere il vero responsabile degli attentati negli USA dell'11 settembre 2001. Questo sarebbe dimostrato dal fatto che molte persone visitano i siti internet che propongono tale teoria.
Alla signora ministro dovrebbero spiegare che non è la popolarità di un'idea a renderla valida e giusta (di esempi in tal senso la storia trabocca), e il modo in cui funziona internet: una persona potrebbe visitare un sito "complottista" per caso o perché interessato a sapere i motivi per cui si formulano certe accuse, senza per questo condividerle, o decidendo a posteriori che è tutta fuffa. Poi può sempre passare il link a tali siti ad altre persone non perché sia d'accordo, ma per semplice curiosità, o aggiungendo "Ehi, guarda che idiozie dicono qui!", e altri andranno a visitarli.
Non ci vuole un genio.
Forse, per essere ministro, ci vuole ancora di meno.
venerdì 6 luglio 2007
martedì 19 giugno 2007
Il momento di sfiducia
Ci sono momenti in cui guardo il mondo e penso che ormai sia già tutto perduto, che a lungo andare la dittatura del desiderio vincerà nonostante la strenua resistenza di chi ancora si affida alla Ragione, quella vera, quella che si apre alla totalità dei fattori, per dare un giudizio sulla realtà, invece di considerarla come un alibi per estraniarsene a colpi di seghe mentali che cercano di dare una giustificazione "razionale" e "scientifica" ai propri istinti, nobilitandoli.
E allora fate i DiCo, usate gli embrioni come cose (anche la persona, checché se ne dica, è considerata tale, ormai), eutanasatevi, lasciate che la nostra cultura e tradizione vadano in pezzi e siano sputacchiate e calpestate, lasciatevi guidare da tutte le vostre pulsioni senza porvi alcun freno. Fate tutto quel che volete, prendete, usate, abusate, consumate e buttate via tutto, voi stessi in primis, e godete pure nel farlo, per quanto ci si riesca. Irridete pure chi vi sventola davanti il fantasma della distruzione della società, e provate a farlo ancora quando inevitabilmente accadrà, quando altre culture dalla più forte identità e caratura ci marceranno sopra, come già accaduto tante volte nella storia dell'uomo.
Alla fine di noi non resterà più nulla, e forse ci sarà un nuovo inizio, forse si capiranno gli errori e vi si porrà rimedio. O forse ricadremo semplicemente nella barbarie completa, come già sta avvenendo ora occultandolo sotto una patina di "civiltà" e esaltandolo al grido di "libertà" (libertà da cosa? Dal buon senso?).
Poi ci ripenso e capisco che gettando così la spugna faccio torto proprio alla Ragione che vorrei difendere. Finché ci sarà qualcuno che combatte contro la deriva della società occidentale, significa che ci sarà ancora qualcosa da salvare. Se non altro, noi stessi e il nostro futuro.
E si fottano quelli che vogliono autodistruggersi e trascinarci con loro.
E allora fate i DiCo, usate gli embrioni come cose (anche la persona, checché se ne dica, è considerata tale, ormai), eutanasatevi, lasciate che la nostra cultura e tradizione vadano in pezzi e siano sputacchiate e calpestate, lasciatevi guidare da tutte le vostre pulsioni senza porvi alcun freno. Fate tutto quel che volete, prendete, usate, abusate, consumate e buttate via tutto, voi stessi in primis, e godete pure nel farlo, per quanto ci si riesca. Irridete pure chi vi sventola davanti il fantasma della distruzione della società, e provate a farlo ancora quando inevitabilmente accadrà, quando altre culture dalla più forte identità e caratura ci marceranno sopra, come già accaduto tante volte nella storia dell'uomo.
Alla fine di noi non resterà più nulla, e forse ci sarà un nuovo inizio, forse si capiranno gli errori e vi si porrà rimedio. O forse ricadremo semplicemente nella barbarie completa, come già sta avvenendo ora occultandolo sotto una patina di "civiltà" e esaltandolo al grido di "libertà" (libertà da cosa? Dal buon senso?).
Poi ci ripenso e capisco che gettando così la spugna faccio torto proprio alla Ragione che vorrei difendere. Finché ci sarà qualcuno che combatte contro la deriva della società occidentale, significa che ci sarà ancora qualcosa da salvare. Se non altro, noi stessi e il nostro futuro.
E si fottano quelli che vogliono autodistruggersi e trascinarci con loro.
lunedì 16 aprile 2007
Rousseau? Ce lo mena...
Sesso e telefonini, l’amore sbagliato dei ragazzidiFRANCESCO ALBERONI
Si diffonde sempre di più fra i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 16 anni l’abitudine di fare sesso, di filmarlo con i cellulari e poi passarselo fra amici o mandarlo in rete. L’iniziativa viene dai maschi più vecchi di qualche anno, che convincono i più piccoli e le ragazzine. Quasi sempre queste in seguito si pentono, restano traumatizzate, intervengono i genitori, ma poi tutto ricomincia come prima. Cosa sta succedendo? Per rispondere dobbiamo partire da un dato biologico. A questa età i giovani maschi hanno due soli impulsi molto sviluppati: l’aggressività e il sesso. E la loro sessualità, a differenza di quella delle femmine, è totalmente separata dagli affetti amorosi. Quando possono fare ciò che gli pare, essi costituiscono delle bande aggressive, violente, con cui dominano gli altri. Alcune ragazze vanno con loro perché innamorate del capo, altre perché pensano che si tratta di un gioco, altre perché terrorizzate. Nella scuola italiana si sono messi in moto gli stessi processi che sono sempre esistiti nei ghetti degradati delle metropoli, nelle favelas, dove comandano bande di giovani violenti e le giovani donne vengono schiavizzate e avviate alla prostituzione. E come mai succede? Perché è scomparso il controllo che, nel passato, veniva esercitato dalle famiglie e dalla comunità. Negli ultimi decenni si è diffuso il convincimento erroneo che il mondo dell’amore, dei sentimenti delicati, delle buone maniere, della lealtà e della legalità sia qualcosa di naturale, di spontaneo. No: è il prodotto di millenni di civilizzazione e si conserva solo grazie alla continua vigilanza della comunità, alla sua costante azione educativa, alla sua continua crescita culturale. Quando questo ordine si rompe, per esempio in una guerra, vediamo esplodere i comportamenti primordiali più brutali: gli uomini torturano, stuprano, uccidono. Basta lasciare giovani maschi e giovani femmine insieme senza leggi, e ben presto si forma un gruppo dominante di maschi violenti ed armati che schiavizza gli altri e monopolizza tutte le femmine. Cosa fanno i signori della guerra in Africa, cosa fanno gli arabi nel Darfur? No, la pura spontaneità non produce vivere civile, ma solo paura, oppressione ed arbitrio. La civiltà è il prodotto dell’educazione degli impulsi attraverso la cultura, la morale, la legge. Soprattutto attraverso l’esempio. E gli esempi che danno questi giovinastri e le povere sciocche che li seguono sono disastrosi.
www.corriere.it/alberoni
16 aprile 2007
Secondo i cristiani, ma non solo, la capacità di compiere il male è insita nella natura dell'uomo. Essa prende il nome di "peccato originale", il male che genera tutti gli altri mali.
Questa definizione era decisamente fastidiosa per chi cercava di scaricare la responsabilità del male sugli altri, quindi Rousseau e gli altri illuministi se ne uscirono con l'Idea:
L'uomo è per natura buono, ed è reso cattivo soltanto dalle istituzioni. (Discorso sull'ineguaglianza, 1754)
che verrà poi ripresa dal marxismo, dove a rendere cattivi gli uomini era la società borghese. La società proletaria non cambiò le cose, non in meglio almeno, ma questa è un'altra storia.
Ma la Realtà è sempre più forte, e i fatti contraddicono sempre le idee costruite a bella posta per reggere i castelli in aria delle ideologie. Basta solo un po' di attenzione e di osservazione. Che viene evitata proprio per non riconoscere che si è detto - e, sulla base di quanto detto, fatto - una montagna di stronzate.
venerdì 6 aprile 2007
Figli del '68
I sessantottini sono stati mediamente dei genitori orrendi. Disastri familiari, un caos affettivo inenarrabile, i bimbi gestiti come pacchi postali, impicci viventi da incastrare nell'agenda giornaliera, e sempre la pretesa che la colpa del disagio dei figli fosse di altri, del coniuge separato, della società ingiusta, mai loro.
Fonte
Era così anche ai loro tempi. Colpa degli altri, colpa del sistema, della società, e allora giù a protestare contro tutto e contro tutti. Mai darsi da fare per cambiare le cose a partire da sè, dal basso, scaricare sempre la responsabilità sugli altri, attendere le soluzioni dall'alto e intanto protestare. Molti lo fanno ancora oggi, ma tra loro il matrimonio non va più di moda, al massimo si fa un Dico. Sixty-eight's way of life.
martedì 20 marzo 2007
Il Bocca della verità
Non nutro una gran stima per Giorgio Bocca, soprattutto dopo il suo recente exploit in cui ha fondamentalmente sputato addosso a Giampaolo Pansa accusandolo di "leso antifascismo" (?) perché quest'ultimo ha osato pubblicare un libro in cui racconta alcuni terribili misfatti commessi dai partigiani durante la Resistenza. Ma nel suo ultimo editoriale per L'espresso mi ha colpito positivamente per le osservazioni che ha fatto, soprattutto per come riassume e conclude:
La verità nuda e cruda è che questo mondo vive un periodo di caos generale, dove le parole, le idee non sono più ancorate alla realtà, alla ragione.Chissà che non lo accusino di essersi fatto fare il lavaggio del cervello da Ruini o, peggio, da CL.
lunedì 19 marzo 2007
La vita possibile, il niente evitabile
Sull'ultimo numero di Tempi ho trovato due lettere che mi hanno colpito. Le riporto di seguito.
La notizia della giovane coppia di Firenze che aspettava un figlio con sospetta atresia esofagea e che a seguito di questo sospetto ha deciso di abortire ci ha colpiti molto, perché anche noi eravamo una giovane coppia quando, nove anni fa, ci venne diagnosticata la stessa malattia per nostro figlio. Ai genitori che si trovano o si troveranno di fronte al bivio di proseguire o no la gravidanza a seguito di una diagnosi di questo tipo, ci piacerebbe dire: Non abbiate paura! Ma non rimanete soli. Ecco noi siamo qui, noi che siamo stati sostenuti e accompagnati in questa incredibile avventura - tutte le storie di dolore sono incredibili avventure - ora siamo qui ad accompagnare voi per aiutarvi a discernere tra la realtà di un bimbo che c'è e l'illusione di un bimbo che magari verrà domani. Forse potrebbe essere utile raccontare quanto sono stati decisivi i dottori che ci hanno subito indirizzati in uno dei migliori centri per la cura di queste patologie (la chirurgia neonatale dell'ospedale di Bergamo) mettendoci subito in mani sicure. Forse potrebbe essere utile raccontare la grinta e la voglia di vivere che abbiamo sempre visto in nostro figlio, anche nei momenti più dolorosi e drammatici. Tante cose potremmo dire e raccontare per convincere due genitori a non cadere nella trappola dell'angoscia, ma c'è un fatto che più di tutti potrebbe convincerli: lo sguardo, la voce di nostro figlio questa sera, che mezzo assonnato, protestava ancora per non addormentarsi; e l'ultima carezza che ci ha dato dopo averci chiesto di mettere in cartella il disegno che aveva fatto oggi per farlo vede domani alla maestra. Ecco, basterebbe guardarlo per convincersi.
Laura e Mimmo
I fatti recentemente accaduti a due madri a Torino e a Firenze rendono se possibile ancora più evidente l'ipocrisia [e il paradosso - ndAvion] che percorre la legge 194 che per tutelare la maternità finisce per legalizzare in Italia l'aborto. Così a Torino si è consumato l'aborto del diritto e a Firenze quello della scienza medica. Questi fatti ci fanno pensare se nella nostra legge o almeno nella sua applicazione qualcosa non vada per il verso giusto: la realtà nella sua imprevedibilità ci sorprende sempre. Se un dono, quello di un bambino, che tante donne invano desiderano, viene vissuto come una condanna perché può non essere perfetto o arrivare non nel momento giusto; se quello che ti dovrebbe aprire alla vita, invece ti chiude, ti appare ostile, un qualcosa da evitare, c'è un male profondo nel cuore dell'uomo e della donna, c'è qualcosa che mina le basi stesse della società: il nichilismo. Solo luoghi che educhino ad uno sguardo positivo sulla realtà, a farne esperienza, possono vincere questa battaglia estrema della ragione e dell'affezione.
Riccardo e Annarita Cola
La notizia della giovane coppia di Firenze che aspettava un figlio con sospetta atresia esofagea e che a seguito di questo sospetto ha deciso di abortire ci ha colpiti molto, perché anche noi eravamo una giovane coppia quando, nove anni fa, ci venne diagnosticata la stessa malattia per nostro figlio. Ai genitori che si trovano o si troveranno di fronte al bivio di proseguire o no la gravidanza a seguito di una diagnosi di questo tipo, ci piacerebbe dire: Non abbiate paura! Ma non rimanete soli. Ecco noi siamo qui, noi che siamo stati sostenuti e accompagnati in questa incredibile avventura - tutte le storie di dolore sono incredibili avventure - ora siamo qui ad accompagnare voi per aiutarvi a discernere tra la realtà di un bimbo che c'è e l'illusione di un bimbo che magari verrà domani. Forse potrebbe essere utile raccontare quanto sono stati decisivi i dottori che ci hanno subito indirizzati in uno dei migliori centri per la cura di queste patologie (la chirurgia neonatale dell'ospedale di Bergamo) mettendoci subito in mani sicure. Forse potrebbe essere utile raccontare la grinta e la voglia di vivere che abbiamo sempre visto in nostro figlio, anche nei momenti più dolorosi e drammatici. Tante cose potremmo dire e raccontare per convincere due genitori a non cadere nella trappola dell'angoscia, ma c'è un fatto che più di tutti potrebbe convincerli: lo sguardo, la voce di nostro figlio questa sera, che mezzo assonnato, protestava ancora per non addormentarsi; e l'ultima carezza che ci ha dato dopo averci chiesto di mettere in cartella il disegno che aveva fatto oggi per farlo vede domani alla maestra. Ecco, basterebbe guardarlo per convincersi.
Laura e Mimmo
I fatti recentemente accaduti a due madri a Torino e a Firenze rendono se possibile ancora più evidente l'ipocrisia [e il paradosso - ndAvion] che percorre la legge 194 che per tutelare la maternità finisce per legalizzare in Italia l'aborto. Così a Torino si è consumato l'aborto del diritto e a Firenze quello della scienza medica. Questi fatti ci fanno pensare se nella nostra legge o almeno nella sua applicazione qualcosa non vada per il verso giusto: la realtà nella sua imprevedibilità ci sorprende sempre. Se un dono, quello di un bambino, che tante donne invano desiderano, viene vissuto come una condanna perché può non essere perfetto o arrivare non nel momento giusto; se quello che ti dovrebbe aprire alla vita, invece ti chiude, ti appare ostile, un qualcosa da evitare, c'è un male profondo nel cuore dell'uomo e della donna, c'è qualcosa che mina le basi stesse della società: il nichilismo. Solo luoghi che educhino ad uno sguardo positivo sulla realtà, a farne esperienza, possono vincere questa battaglia estrema della ragione e dell'affezione.
Riccardo e Annarita Cola
Io prendo il numeretto.
In un'intervista, Riccardo Schicchi afferma che "Le mie ragazze sono professioniste, non prostitute".
Uhm.
pro|sti|tu|zió|ne
s.f.
CO
1 attività di chi offre abitualmente prestazioni sessuali a fini di lucro con carattere di abitualità e professionalità: darsi alla p., esercitare la p., p. femminile, maschile, minorile | anche fig.: p. della cultura
2 complesso delle persone che si prostituiscono e conseguente fenomeno sociale: bisogna combattere la p., la piaga della p.
Significa che fanno tutto aggratis o che il Sig. Schicchi non conosce la lingua italiana?
Beh, in effetti credo che conosca molto meglio le lingue dell'est.
Uhm.
pro|sti|tu|zió|ne
s.f.
CO
1 attività di chi offre abitualmente prestazioni sessuali a fini di lucro con carattere di abitualità e professionalità: darsi alla p., esercitare la p., p. femminile, maschile, minorile | anche fig.: p. della cultura
2 complesso delle persone che si prostituiscono e conseguente fenomeno sociale: bisogna combattere la p., la piaga della p.
Significa che fanno tutto aggratis o che il Sig. Schicchi non conosce la lingua italiana?
Beh, in effetti credo che conosca molto meglio le lingue dell'est.
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