domenica 11 settembre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Pecunia non olet. La merda, sì.
Questa è una rosa.
No, non è un petalo di rosa. E' una rosa completa, ve l'assicuro. Garantisce Saverio Tommasi, che durante la settimana del 32° Meeting per l'Amicizia tra i Popoli a Rimini ha pubblicato il seguente video.
Uno splendido esempio di come non fare giornalismo.
Andiamo con ordine.
- La pretesa di capire qualcosa dalla portata enorme come il Meeting in 12 ore e spiegarlo agli altri in 10 minuti è una cagata già di per se. Infatti l'intento del video non è capire e spiegare, ma spargere il letame cagato dai propri pregiudizi.
- Ne consegue che viene mostrato solo ciò che fa comodo per sostenere la propria tesi, cioè che CL è una macchina da soldi e il meeting la sua fiera campionaria. Del Meeting vero non si vede assolutamente nulla: non gli incontri, non le mostre, non gli ospiti, non la gente arrivata dalla parte opposta del mondo con una storia interessante e commovente da raccontare - e ce n'è a volontà.
- Poi occorre far fare la figura degli imbecilli ai ciellini, quindi si va in giro a far domande. Si prendono poi le risposte più imbarazzanti o le persone più stordite e le si mette dentro. Per sbaglio ci finiscono anche risposte intelligenti, ma solo perché non sono state capite. Si prende uno che non è volontario spacciandolo per tale, si prendono le ragazze degli stand che non c'entrano una mazza con CL ma son lì solo perché pagate, eccetera. Ciliegina sulla torta, a 5:38 compare una mia amica che parte di volata con i tre aggettivi richiesti ma viene tagliata prima che dica l'ultimo, ché non esiste trovare una persona intelligente.
- Non può mancare l'attacco alla CDO, il "braccio economico" di CL. Ovviamente andare dal presidente (che è Bernard Scholz, non Giorgio Vittadini come dice l'informatissimo Tommasi) o da uno dei responsabili per chiedere cosa è e cosa fa sarebbe un suicidio, quindi si usa la tattica di cui al punto 3. Si spara poi il Numero Magico: 34000 imprese associate! SANTO CIELO, IL BUSINESS MILIARDARIO! Scordandosi di dire, curiosamente, che la gran parte di queste imprese sono ONLUS, oppure cooperative che esistono con il solo scopo di far lavorare le persone, che talvolta sono portatori di handicap anche gravi che nessuno assumerebbe e la cui unica alternativa sarebbe stare a casa o in una casa di cura a marcire. Ed è proprio grazie ai contatti tra aziende all'interno della CDO che queste realtà rimediano il lavoro da far fare ai propri dipendenti, potendo così continuare a esistere. Ma dicendolo, si rischia di farle fare bella figura. Quindi, silenzio.
- E infine, l'ironia sui soldi portati dagli sponsor. Pecunia non olet, lo sterco del diavolo, eccetera. Ma se Tommasi si fosse guardato un po' attorno, si sarebbe reso conto che mettere in piedi il Meeting ha un costo esorbitante, nell'ordine dei milioni di euro. E che tra sponsor, stand espositivi, vendita di cibo e oggetti vari, lotteria, eccetera, si arriva appena al pareggio di bilancio. Altro che macchina da soldi.
Invece lui si spara le pose da giornalista e ha pure il seguito osannante.
Poi non dovrei odiare i giornalisti.
giovedì 1 settembre 2011
The Next Big Mashup
Grazie a Lowfi
domenica 28 agosto 2011
Ripartire
Ho pensato che fosse ora di riprendere le redini del blog.
Averne due era dispersivo e per certi versi limitante. Non sono veramente blog tematici, ma un veicolo di ciò che penso, quindi ha poco senso suddividerli. I tag sono sufficienti. Quindi, con pochi click, ho eliminato Ragione Libera dopo avere importato i post di qua.
Il prossimo passo è dare un minimo di personalità al blog creando una testata personalizzata, e magari anche uno stile. Ho qualche idea, ma i suggerimenti sono ben accetti. Anche perché io non sono mai stato un drago con la grafica.
E poi devo aggiornare un po' più spesso. Già.
Vabe', diamo un po' di sostanza a questo post segnalando la mia preview di Gears of War 3, anche se è pubblicata da un po'.
Averne due era dispersivo e per certi versi limitante. Non sono veramente blog tematici, ma un veicolo di ciò che penso, quindi ha poco senso suddividerli. I tag sono sufficienti. Quindi, con pochi click, ho eliminato Ragione Libera dopo avere importato i post di qua.
Il prossimo passo è dare un minimo di personalità al blog creando una testata personalizzata, e magari anche uno stile. Ho qualche idea, ma i suggerimenti sono ben accetti. Anche perché io non sono mai stato un drago con la grafica.
E poi devo aggiornare un po' più spesso. Già.
Vabe', diamo un po' di sostanza a questo post segnalando la mia preview di Gears of War 3, anche se è pubblicata da un po'.
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martedì 22 marzo 2011
L'Errore di John.

In questo post del suo blog, il RRobe, nei commenti, aveva affermato che il numero 5 della nuova serie di John Doe mi avrebbe fatto incazzare. Non è stato così: le critiche alla Chiesa e al Papa sono così trite, ritrite, masticate e sputate che il loro unico effetto è stato di farmi scuotere la testa per la loro mancanza d'originalità e il loro qualunquismo.
Però, forse senza volerlo, forse coscientemente, qualcosa di giusto l'ha detto: la Chiesa è fatta di deboli uomini, che sbagliano. Chi a questo punto si mettesse a irridermi tirando fuori la carta infallibilità papale, dovrebbe farsi un lungo, lunghissimo ripasso di dottrina cristiana. Che non gli offrirò io, dato che occuperebbe lungamente un post che non vuole discettare di questo.
Questo numero, infatti, mi offre lo spunto per parlare di una questione che mi affligge da quando è ripartita la serie: il nuovo mondo di John Doe difetta di coerenza.
Se già il Grande Capo, il Dio precedentemente in carica, mi aveva suscitato varie perplessità, John Doe fallisce miseramente nel vestire i panni del supremo. Non perché non ci sia tagliato (anche), ma perché è il mondo che ha creato, uguale al nostro, a non potersi conciliare con la sua figura.
Mi spiego.
La prima cosa che mi saltò all'occhio, nel numero 1 del nuovo corso, fu la presenza di una chiesa cristiana. Ho serissimi dubbi che un tipo piuttosto meschino come John abbia potuto mandare nel mondo una persona straordinaria come Gesù. Tanto più che sappiamo chi sia suo figlio: Mordred, che nella sua nuova incarnazione è una rockstar con ben poco da spartire col Cristo, se non lo scimmiottarne la via crucis nel numero 4.
Ma è proprio il numero 5 in oggetto a mostrare l'incoerenza del mondo di John Doe. La Chiesa non si inventa le cose dall'oggi al domani. Ogni affermazione fatta e posizione presa è frutto di attenti studi e riflessioni che durano anche secoli, e non ha alcun interesse a risultare impopolare, anzi. La Chiesa che adora il Dio John Doe sarà quindi modellata su ciò che egli ha fatto e detto nel corso dei millenni. Addirittura il Papa ha il suo numero di cellulare! Invece non è così, ed è questo che mina la consistenza della storia: ha preso in giro per millenni i suoi fedeli affermando cose che non c'entrano alcunché con il proprio essere? Difficile: lui stesso dice di sentirsi travisato e diffamato. Ha lasciato totalmente carta bianca ai suoi adepti per poi tornare a lamentarsi? Non credo: John Doe potrà essere indolente, ma non è tipo da prendersela con altri per le proprie mancanze. Tolte queste due possibili spiegazioni, qualunque altra lascia aperta nel fumetto una grossa discrepanza tra come la Chiesa appare e come dovrebbe essere.
Com'è possibile che si sia trascurato questo aspetto nel definire l'ambientazione? L'edificio narrativo così messo in piedi traballa, e non so se aggiungere puntelli nelle storie successive possa risolvere il problema. Sempre che agli autori interessi farlo. Forse necessitavano che il mondo fosse come lo conosciamo perché John potesse stravolgerlo, ma io non smetterò di sentire quel fastidioso tarlo che mi rode sussurrando "qualcosa non torna!"
martedì 11 gennaio 2011
L'apparenza delude.
Ricevi un pacco dono stupendo. La scatola è tutta colorata, scintillante, percorsa da fasci di luce che danzano tra di loro ed emette anche una splendida musica! Se questa è la confezione, chissà il regalo!
Lo apri, entusiasta.
Dentro trovi qualche vecchia foto sbiadita e il videogiochino portatile con il quale ti divertivi tanto a 6 anni. Rotto.
Guardando meglio, trovi anche una piccola action figure, veramente carina ma pressoché inutile.
E questo è tutto ciò che ho da dire su Tron Legacy.
domenica 25 gennaio 2009
Paradigm Shift

Lo scorso sabato c'è stato un raduno dei clan FMQ e DT, oltre che di tutti coloro che anni fa, quando ancora era consentito (pur di attenersi a certe limitazioni), si ritrovavano nel laboratorio informatico dell'università per giocare a Quake 2.

E' stato bello vedere come, a distanza di oltre dieci anni, questo gioco, almeno in multiplayer, mantenga intatto il divertimento nonostante la struttura di gioco ampiamente "sorpassata".
Beh, sorpassata una cippa, se è divertente. E poi include una delle migliori mappe mai viste, quella Q2DM1 - The Edge che è stata riprodotta in tanti altri FPS per la sua geniale struttura.
E poi ha una grafica così brutta, vecchia.
Eh già, la grafica.
Mi fa sempre impressione come si evolvano le pretese grafiche dei giocatori nel giro di poco tempo.
Quake 2 ai tempi era fantastico. I personaggi in tre dimensioni! Si vedono le facce! Fanno anche dei gesti!
Non riesco a capire perché un gioco che un paio di anni fa avrebbe fatto gridare al miracolo grafico, OMG E' VERO!, oggi possa essere guardato con sufficienza, accusato di avere una grafica vecchia, quindi automaticamente brutta.
Prendiamo Left4Dead, ad esempio.
Santo cielo, usa il motore Source! E' un motore del 2004! Orrore, schifo! Ha troppi pochi milioni di poligoni! Non ha shader strafighi di ultima generazione! Beh, scusate tanto, ma a me la grafica sembra dignitosissima anche senza tanti effetti, gli ambienti sono resi bene, e non scordiamoci del sistema di animazioni facciali tuttora ineguagliato da qualunque altro gioco, che fa apparire i personaggi quasi vivi (quando uscì Half-Life 2 mi inquietò da quanto era realistico, e ancora adesso mantiene intatto il suo fascino). Senza parlare del fatto che la vedo dura a muovere tanti zombi su schermo, mantenendo un frame rate alto, ricorrendo a un motore di ultima generazione (a meno che non sia l'ultima versione dell'Unreal Engine 3, appositamente ottimizzato, ma che per ora è stato usato dalla sola Epic per Gears of War 2 - e comunque le masse di nemici compaiono solo in luoghi determinati, non sono la norma). E pensare che il gioco è divertente e introduce novità nella struttura di gioco non da poco (il gioco cooperativo non è più un accessorio del gioco in singolo, ma è assolutamente indispensabile per procedere).Ultimo caso: F.E.A.R. 2. Ho provato la demo: il gioco in sè non mi attira particolarmente, ma la grafica mi è parsa ottima, oltre che fluida. I commenti in giro: hanno usato la stessa grafica del primo (non è vero, ovviamente), grafica vecchia, che schifo, quando esce Crysis superpowah edition?
Parallelamente, escono giochi che vantano una grafica ultima generazione, ma quando li guardi ti senti preso in giro. L'ultimo gioco della serie Brothers in Arms usa l'UE3, ma lo sfrutta in maniera secondo me insufficiente. Il peggio è dato dalle animazioni facciali: i personaggi sono spesso impegnati in scene di dialogo di taglio cinematografico, peccato che siano espressivi come manichini. Il commento che ho letto in giro: ottima grafica! Forse ho giocato a un altro gioco, chissà. Dagli screenshot sembrava proprio lo stesso.
Io a questo snobismo next-gen non ci sto. Se la grafica è realizzata con cura e supporta adeguatamente il gameplay, non vedo che utilità abbia farla superfiga, con mille effetti in tempo reale. Sarebbe cambiato qualcosa se gli zombi di L4D avessero avuto più poligoni e più shader sulle loro facce scarnificate? Sì, sarebbe crollato il frame rate rendendo il gioco non fruibile a chi dispone di un computer non recente, come me, e a livello visivo non si sarebbe vista la differenza, data la frenesia del gioco. E' bello avere una grafica realistica, ma non è condizione necessaria per fare un bel gioco. Questa è un'ovvietà che in molti tendono a dimenticare.
E mi tornano in mente tanti giocatori "pro" di Quake 3 che moddavano la grafica riducendola a uno scarno insieme di poligoni dai colori fortemente contrastati. Una pratica che anche io criticavo ("tanto vale giocare con l'Atari") ma che in fin dei conti non intaccava l'esperienza di gioco in sè, anzi, per molti versi la migliorava.
Non dico che non si debba continuare a migliorare i motori grafici, ma anche criticare un gioco per il semplice fatto che non usa un motore di ultima generazione mi sembra esagerato.
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